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Supercondensatori ibridi, per i sistemi di accumulo di domani

Marzo 17, 2015
Redazione

La ricerca è particolarmente attiva nel comparto riguardante i sistemi di energy storage, ambito nel quale devono ancora essere migliorati numerosi aspetti per un impiego diffuso di accumulatori e batterie.

La ricerca è particolarmente attiva nel comparto riguardante i sistemi di energy storage, ambito nel quale devono ancora essere migliorati numerosi aspetti per un impiego diffuso di accumulatori e batterie.

I ricercatori del S.N. Bose National Centre for Basic Sciences stanno lavorando per migliorare alcuni limiti degli attuali sistemi di storage, grazie all’introduzione di specifici supercondensatori ibridi.
Si tratta di una tecnologia particolarmente promettente, che potrà garantire l’accumulo di elevate quantità di carica, grazie alla struttura ad alta densità e alle ridotte perdite energetiche.
Il peso contenuto e il lungo ciclo di vita consentiranno inoltre di integrare i supercondensatori ibridi in numerosi contesti industriali.
Grazie alla più recente evoluzione, che comprende un elettrodo composto da una nanostruttura ibrida, i supercondensatori potranno essere realizzati con formati ridotti e costi contenuti. Ciò garantirà un impiego ancora più facile in quei contesti dove questi parametri sono cruciali, come per esempio nel segmento automotive.
Sfruttando elettrodi con ossido di nichel e ossido di ferro è inoltre possibile produrre unità più efficienti ed ecocompatibili. In pratica la densità energetica è dalle 3 alle 24 volte superiore rispetto a quella degli elettrodi convenzionali.
In definitiva, i supercondensatori ibridi, oltre a garantire prestazioni superiori rispetto alle attuali tecnologie, non richiedono l’utilizzo di materiali leganti durante il processo costruttivo, dettaglio che li renderà economici e appetibili per il mercato di domani.

 

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