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I dazi sui prodotti fotovoltaici cinesi non vengono applicati? Parla EU ProSun

Luglio 8, 2014
Daniele Preda

Il 2013 è stato caratterizzato dalla battaglia continentale tra Unione Europea e Cina, per quanto riguarda il sovvenzionamento statale verso i produttori cinesi e la concorrenza sleale di questi ultimi, che ha portato numerose aziende del vecchio continente alla bancarotta.

Il 2013 è stato caratterizzato dalla battaglia continentale tra Unione Europea e Cina, per quanto riguarda il sovvenzionamento statale verso i produttori cinesi e la concorrenza sleale di questi ultimi, che ha portato numerose aziende del vecchio continente alla bancarotta.

Con un accordo stipulato lo stesso anno, l’UE ha concordato con i produttori cinesi l’introduzione di dazi variabili sui prodotti importati e un innalzamento del prezzo per ciascun modulo. Nonostante siano stati siglati accordi in tal senso, sembrerebbe che sul territorio europeo i dazi non vengano fatti rispettare e non vengano pagati.

EU ProSun, che rappresenta l’Industria Solare della UE, si è occupata di redigere un esaustivo rapporto in materia e ha recentemente presentato alla Direzione generale Commercio della Commissione europea circa 1.000 pagine di documenti. L’incartamento contiene oltre 1.500 offerte di prodotti solari cinesi messi in vendita a prezzi inferiori a quelli minimi stabiliti.

Dal canto suo, Milan Nitzschke, presidente di EU ProSun, commenta: “In Europa vengono sistematicamente violate le norme antidumping. Sembra che nessun produttore cinese si attenga realmente ai prezzi minimi vigenti per le importazioni nella UE. La Commissione deve agire al più presto per bloccare queste violazioni e applicare delle sanzioni.”
“La gamma di trucchi con i quali i produttori cinesi evitano i vincoli della UE è quasi illimitata”. “Si va da provvigioni nascoste, mascherate da incentivi per il marketing, a dichiarazioni dei prodotti errate, fino a bonus distribuiti regalando una cassa di moduli o di inverter gratis a coloro ai quali il prezzo non sembra sufficientemente economico”.
“L’accordo tra la Commissione europea e le imprese cinesi parla chiaro: anche nel caso di minime violazioni delle disposizioni, il produttore coinvolto viene escluso dal regolamento sul prezzo minimo. Viene poi immediatamente applicato il dazio del 50% circa sul prezzo all’importazione.”
“Il regolamento sul prezzo minimo, concordato tra la Commissione europea e la Cina, sembra impossibile da applicare. Il dumping cinese continua. È evidente che l’unica strada percorribile è la severa applicazione dei dazi.”

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