Marzo 28, 2023

Nicola Martello

Transizione e fotovoltaico: manca una visione strategica

Stando agli ultimi dati del Gestore Servizi Energetici (GSE), nel 2022 si devono al Superbonus circa due nuovi impianti fotovoltaici su tre sul territorio italiano.

Sono infatti il 66% le installazioni che, proprio grazie ai benefit garantiti dalla manovra per l’efficientamento energetico, hanno raggiunto i tetti di abitazioni private e imprese.

Scesa dal 110% al 50% in quanto a detrazione, ma senza la possibilità di cedere il credito, la misura consente anche di accedere al bonus mobili, pensato per incentivare la diffusione di energia solare.

Una mossa, però, che lascia perplessi gli esperti del settore, come Daniele Iudicone, Ceo di Fotovoltaico Semplice.

Daniele Iudicone, CEO di Fotovoltaico Semplice
Non si tratta di un grande incentivo, perché è più che altro il bonus mobili ad agganciarsi al concetto della detrazione al 50% del fotovoltaico nella ristrutturazione edilizia. Anche prima del Superbonus, il fotovoltaico godeva del 50% della detrazione edilizia in 10 anni. Ora è permesso portare in detrazione anche l’acquisto di mobili, ma questo non farà accelerare il comparto. A mancare, a mio avviso, è una visione strategica d’insieme sul futuro delle rinnovabili in Italia. Più che il decrescere delle detrazioni del Superbonus, è il Superbonus in sé a non essere più funzionale al comparto fotovoltaico.

A pesare è soprattutto il fatto che la detrazione, con le nuove regolamentazioni, avviene in 4 anni e riguarda somme molto alte da poter portare in detrazione. Ciò si sta rivelando estremamente complesso per molte famiglie, perché presuppone un reddito alto a cui si somma anche il problema del quoziente familiare. In presenza di un reddito abbastanza alto, ad esempio, non si entra di diritto nel Superbonus. Prima, con cessione del credito, le dinamiche della misura funzionavano molto bene e avevano senso in un’ottica su larga scala.

Manca una visione d’insieme

E mentre le imprese continuano ad adottare il fotovoltaico per fronteggiare il caro bollette, a causa dei costi elevati di produzione, a mancare è una visione d’insieme che possa traghettare l’Italia verso una transizione green a tutti gli effetti.

Daniele Iudicone
Attualmente non c’è alcuna formula attiva, incentivo, o visione strategica per quanto riguarda una vera transizione green. Né per le famiglie, né per le imprese. Il nostro auspicio è che la problematica venga affrontata con interventi stabili e non modificabili nel tempo, come ad esempio è il caso della Spagna. La formula adottata in quel Paese è stabile nel tempo ed è lo Stato stesso, quando un cittadino si dota di pannelli fotovoltaici, a riconoscere il 40% dell’importo totale direttamente all’azienda.

Ciò che occorrerebbe in Italia è proprio una misura di questo tipo, che rimanga immutata almeno per qualche anno e consenta di investire e muoversi con una prospettiva di ampio respiro. Aziende come la nostra, con lo stop alla cessione dei crediti, si ritrovano con diversi milioni di euro di crediti incagliati e cantieri che non potranno mai partire. Abbiamo bisogno, insomma, di una visione più strategica e a lungo termine anziché continui cambiamenti che creano instabilità e ostacoli.

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