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L’energia rinnovabile bloccata: un paradosso tutto italiano

Febbraio 25, 2026
Nicola Martello

Raffaello Giacchetti, Presidente di GIS (Gruppo Impianti Solari) fa notare, in una intervista video su Financialounge, che in Italia esistono grandi impianti fotovoltaici fermi da cinque anni, nonostante la legge preveda tempi di risposta di pochi mesi. Non è solo un ritardo, è un paradosso che colpisce la sicurezza energetica del Paese. Si tratta di un vero e proprio blocco amministrativo che sta paralizzando lo sviluppo dell’energia rinnovabile in Italia.

Il Limbo Amministrativo e il Caso Centro Italia

Secondo Giacchetti, il problema non risiede nella mancanza di normative, ma in una gestione burocratica incoerente. Molti progetti GIS, concepiti come modelli avanzati di agrovoltaico (che integrano pastorizia attiva e tutela della biodiversità), restano intrappolati in un “limbo” di pareri discordanti tra Province, Regioni e Sovrintendenze, specialmente nel Centro Italia.

Raffaello Giacchetti, Presidente di GIS (Gruppo Impianti Solari)Raffaello Giacchetti
Il messaggio che passa è pericoloso. Nello stesso territorio, a parità di condizioni, vediamo impianti di grandi operatori stranieri procedere, mentre quelli di operatori italiani restano bloccati. Sembra che la burocrazia si superi solo se si è davvero potenti. Chi sbaglia, che sia un privato o un’istituzione, deve pagare.

Invece, nessun controllo né pena interviene a sanzionare chi non rispetta le regole. Il risultato è un Paese, il nostro, che paga l’energia ben oltre la media degli altri Paesi europei, con evidente danno per la crescita delle imprese. Ma il risultato è anche che gli investitori istituzionali, quelli che gestiscono fondi pubblici, e che decidono di scommettere sull’energia pulita, perdono. A danno di tutti.

L’Allarme Territoriale: Sardegna e Comuni

 Giacchetti punta il dito anche contro le resistenze locali, citando il caso emblematico della Sardegna: è assurdo che un’isola così bella ostacoli le rinnovabili, quasi preferendo le centrali a carbone. Se ogni Comune italiano dedicasse appena il 3% del territorio al fotovoltaico, otterremmo la sicurezza energetica preservando la spettacolarità del nostro ambiente. Basterebbe una piccola percentuale, insomma, e del tutto insufficiente per intaccare la tutela del paesaggio, per metterci al passo del resto d’Europa.

Il Contesto Nazionale: Un Sistema Bloccato

 La denuncia di GIS parte dall’esperienza delle imprese che attivamente investono in questo ambito, ma trova riscontro nei dati nazionali. Secondo il recente rapporto “Scacco Matto alle Rinnovabili” di Legambiente, ad esempio, la burocrazia rimane in Italia il principale freno alla transizione. I ritardi non colpiscono solo le imprese, ma ricadono direttamente sulle famiglie, sotto forma di prezzi dell’energia più alti e perdita di investimenti istituzionali. GIS chiede alle istituzioni una sola cosa: certezza dei tempi e delle regole.

Il quadro delineato da Giacchetti evidenzia una frattura profonda tra gli obiettivi politici della transizione energetica e la realtà procedurale italiana. Il paradosso del “doppio binario” tra operatori nazionali ed esteri, unito alla resistenza ideologica di regioni come la Sardegna, suggerisce che il problema non sia tecnico, ma di governance territoriale. Senza una semplificazione reale e una responsabilità diretta dei funzionari, l’indipendenza energetica resterà un miraggio, penalizzando il tessuto industriale italiano a favore di vecchie tecnologie inquinanti.

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