Maggio 10, 2012

Giovanni Corti

Gse: “Gli incentivi dell’attuale conto energia ancora validi per tre-sei mesi”

La Conferenza delle Regioni rinvia l’esame dei decreti per negoziare con il Governo le maggiori criticità Il tetto di spesa fissato dal Decreto Romani del 2011 per gli  incentivi del quarto conto energia potrebbe essere raggiunto tra la metà di agosto e la metà di novembre. È quanto ha spiegato Gerardo Montanino, direttore della Divisione operativa del Gestore dei Servizi Energetici (GSE)

La Conferenza delle Regioni rinvia l’esame dei decreti per negoziare con il Governo le maggiori criticità

Il tetto di spesa fissato dal Decreto Romani del 2011 per gli  incentivi del quarto conto energia potrebbe essere raggiunto tra la metà di agosto e la metà di novembre. È quanto ha spiegato Gerardo Montanino, direttore della Divisione operativa del Gestore dei Servizi Energetici (GSE)

intervenuto oggi a Solarexpo al convegno “Il conto energia” a cui hanno partecipato molte centinaia di operatori per un “question time” in presa diretta su tutti gli aspetti procedurali e tecnici per l’acquisizione della tariffa incentivante.

Secondo le più recenti stime presentate a Solarexpo, per gli operatori c’è ancora una finestra di tempo che potrebbe arrivare fino a sei mesi per richiedere gli incentivi del IV conto energia.
Oggi il “contatore” degli incentivi al fotovoltaico tenuto dal GSE è di poco superiore ai 5,6 miliardi di euro annuali. Secondo Montanino “la crescita della spesa sta rallentando e in alcuni casi a certi grandi impianti vengono riconosciuti incentivi minori di quelli richiesti”. Ma non solo vi è l’elevata moria di impianti che, accettati nel registro, non riescono a rispettare i tempi per essere completati e accedere così agli incentivi. Un ulteriore freno alla realizzazione degli impianti è costituito dalla difficoltà di accesso da parte degli operatori ai finanziamenti delle banche.

Intanto dalla Conferenza unificata Stato-Regioni risulta che le Regioni daranno il parere positivo al decreto V conto energia se il Governo accoglierà le proposte di incrementare il tetto economico da 500 milioni di euro a 1 miliardo di euro ed escludere dagli impianti soggetti a registro quelli di potenza inferiore a 20 kW per i privati e tutti quelli pubblici di qualsiasi potenza, nonché gli impianti con caratteristiche innovative e quelli a concentrazione.

  

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