Italia Solare presso Camera e Senato per direttive UE

ITALIA SOLARE audita da Camera e Senato per direttive UE

L’associazione Italia Solare è stata audita da Camera e Senato sugli schemi di decreti legislativi attuativi delle Direttive europee Rinnovabili (2018/2001) e Mercati (944/2019).

Il lavoro svolto dal legislatore, secondo Italia Solare, è un buon punto di partenza e certamente necessario per dare impulso allo sviluppo del settore rinnovabile in Italia, nel rispetto dei target di riduzione delle emissioni previsti al 2030 e al 2050, tuttavia si rendono necessarie alcune modifiche rispetto allo schema presentato.

ITALIA SOLARE in merito all’Atto di Governo 292

In merito all’Atto di Governo 292 per la promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili quattro i punti cardine sui quali sono necessarie alcune precisazioni:

  1. DM FER1. Secondo l’associazione è necessario semplificare l’accesso alle tariffe a tutela della partecipazione e della riduzione dei costi. Se non vi è una semplificazione e riduzione della documentazione nelle procedure d’asta la partecipazione alle aste sarà ridotta e i costi per la collettività aumenteranno. Per tale motivo è necessario ridurre al minimo documenti e dichiarazioni, prevedere la possibilità di sanare le irregolarità e, laddove non vi siano irregolarità sanzionate penalmente, condurre controlli non oltre 18 mesi.
    “I controlli – spiega Paolo Rocco Viscontini – sono assolutamente doverosi, ma vanno definiti con criterio e devono essere svolti entro un certo tempo. Non è ragionevole fare dei controlli 5, 10 o più anni dopo l’assegnazione della tariffa e in caso di mancati adempimenti toglierla in modo retroattivo, chiedendo addirittura la restituzione delle somme percepite.”
    Le tariffe dovrebbero, inoltre, essere garantite anche a impianti in zona agricola a terra, in modo da assicurare la massima efficienza e concorrenzialità sui prezzi d’asta e quindi anche la riduzione degli oneri. Un occhio particolare va dato ai sistemi di accumulo, sinora considerati in modo marginale, e alla rimozione dell’amianto che beneficia di premi insufficienti. Agli impianti incentivati con il Conto Energia, ad esempio, andrebbe assicurato l’accesso alle detrazioni fiscali per l’installazione degli stoccaggi e detrazioni fiscali ad hoc andrebbero previste per la rimozione dell’amianto combinata con l’installazione degli impianti fotovoltaici.
  2. Procedure di autorizzazione. Sin da subito si potrebbero considerare aree idonee le aree industriali, aree di cava e discarica, aree parcheggio, aree liberate a seguito della demolizione di edifici, aree contigue a quelle degli impianti esistenti. “È urgente la definizione delle aree idonee, siamo già in ritardo e quest’incertezza costituisce un freno allo sviluppo degli impianti fotovoltaici, perché oggi le autorizzazioni da parte delle Regioni sono praticamente bloccate”, commenta Paolo Rocco Viscontini presidente di ITALIA SOLARE.
  3. Obbligo di installazione. Ove possibile entro il 2030 andrebbe previsto l’obbligo di installazione degli impianti, mentre dovrebbero essere sanzionati sin da ora gli impianti realizzati ma non connessi alla rete. Dovrebbe inoltre essere reso obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni l’utilizzo di sola energia verde.
  4. Comunità energetiche e autoconsumo a distanza. L’autoconsumo a distanza ha un effettivo significato economico solo se può godere di incentivi visto che paga oneri di sistema.

Per consentire il finanziamento degli impianti per la realizzazione di comunità energetiche dovrebbe essere permesso alla comunità l’uso agevolato dei fondi di garanzia per le PMI cumulabili con gli incentivi e dovrebbe essere consentito l’accesso in qualità di soci finanziatori a società di servizi energetici, senza poteri di governance.

Italia Solare in merito alla Direttiva Mercati

In merito alla cosiddetta Direttiva Mercati e all’Atto di Governo 294 che la recepisce, Italia Solare durante le sue audizioni ha sottolineato la necessità di assicurare i diritti dei consumatori e i contratti a prezzo dinamico. In particolare, secondo l’associazione, è indispensabile garantire l’assoluta terzietà di chi gestisce l’attività di rilevazione e messa a disposizione dei dati di misura, oggi in carico ai gestori delle reti di distribuzione. La gestione, anche fisica, di questi dati dovrebbe essere pienamente separata dalle attività regolate in capo a tali soggetti.

Per quanto riguarda i sistemi in autoconsumo è opportuna la massima semplificazione possibile, in particolare nel caso di presenza di impianti rinnovabili all’interno della configurazione. Parlando invece di sistemi di distribuzione chiusi l’associazione ritiene necessario chiarire che per le nuove realizzazioni che includono impianti di generazione da fonti rinnovabili gli oneri generali di sistema saranno applicati alla sola energia prelevata sul punto di interconnessione con le reti pubbliche.

Sui sistemi di accumulo Italia Solare ritiene opportuno il coinvolgimento di un soggetto terzo, come RSE, nella valutazione del fabbisogno di capacità di stoccaggio. Parallelamente si dovrà evitare ogni possibile distorsione della concorrenza. Pertanto i meccanismi di approvvigionamento a termine previsti nel decreto non dovranno disincentivare lo sviluppo di capacità di stoccaggio sul libero mercato e anche in caso di fallimento delle aste si dovranno evitare investimenti diretti del gestore della rete di trasmissione nazionale. 

Considerando le funzioni del Gestore della rete di trasmissione, tra le altre cose, l’associazione chiede di assegnare ad Arera il compito di definire un set di dati e informazioni sullo stato della rete che dovranno essere messi a disposizione degli utenti, con l’obiettivo di orientare gli investimenti in risorse di flessibilità e superare l’asimmetria informativa di cui oggi beneficiano i titolari di unità abilitate a operare sul MSD. 

Con riferimento alle reti di distribuzione, l’evoluzione del ruolo dei gestori, chiamati a sviluppare forme di coordinamento con Terna e, in prospettiva, a un impegno diretto nell’approvvigionamento di risorse di bilanciamento locali, si chiede il rafforzamento delle misure di unbundling, al momento inefficaci a garantire la piena terzietà di questi operatori.

Non va infine dimenticato che le reti di distribuzione richiederanno negli anni a venire significativi investimenti per consentire l’integrazione delle rinnovabili nel sistema elettrico, con il forte rischio di una crescita incontrollata delle tariffe. Per questo motivo si chiede di prevedere il parziale finanziamento di queste opere imponendo ai distributori di destinarvi una quota dei ricavi tariffari, in misura proporzionale alla remunerazione del capitale riconosciuta.