Transizione: spendere meglio in bolletta secondo Powercloud

Transizione: spendere meglio in bolletta secondo Powercloud

L’aumento del 40%, spiega Powercloud, nelle bollette dell’energia, annunciato dal Ministro Cingolani, è dovuto all’aumento del gas a livello internazionale e all’aumento del prezzo della CO2 prodotta.

Nonostante il Governo attenui il carico, l’aumento a carico delle famiglie si sente. Dato che questa è la situazione, a lungo termine, cosa può fare il singolo cittadino per migliorare le proprie spese in fatto di energia?

Alla base di tutto ci devono essere scelte guidate dalla volontà di abbattere gli sprechi e l’uso di energie pulite, favorendo la produzione e il consumo da parte del mercato di energie carbon free.

Secondo il rapporto GreenItaly 2020 sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che tra il 2015 e il 2019 hanno investito in prodotti e tecnologie green. Un valore in crescita del 25% rispetto al quinquennio precedente. Inoltre, il recente PNRR prevede per il Ministero della Transizione Ecologica lo stanziamento di 68,6 miliardi che richiederanno una serie di riforme e investimenti non più prorogabili.

L’aiuto che deve essere fornito al cittadino che abbia la volontà di perseguire queste scelte deve venire dalle aziende fornitrici attraverso una (più) facile gestione dei processi di fatturazione che, a loro volta, implicano una rilettura in chiave green di quello che può essere offerto. Questi elementi fondanti, indispensabili per garantire una progressiva trasformazione e messa in efficienza dell’intero sistema, andranno abbinati ad una maggiore agilità e flessibilità delle infrastrutture, anche perché il consumatore è sempre più informato ed è in grado di organizzarsi in un numero crescente di unità produttive denominate comunità energetiche.

Le aziende fornitrici devono attrezzarsi per permettere la creazione veloce ed efficiente di nuovi servizi compositi, rendendo quanto più veloci e precisi tutti i processi dedicati all’utente finale. Esse si trovano quindi ad attuare una progressiva e importante revisione dei sistemi operazionali dedicati alla gestione dei contratti e ai processi di fatturazione, allargando il proprio pacchetto di offerta e includendo, oltre alla materia prima, anche una serie di commodities e servizi ancillari in grado di semplificare la vita del fruitore finale. Un esempio è rappresentato dalla fornitura combinata di energia e dispositivi per l’elettrificazione: sfruttando il SuperEcobonus 110% (15,2 i miliardi stanziati dal Pnrr per l’efficienza energetica degli edifici) è già possibile rivestire gli edifici con il cosiddetto “cappotto”, cui abbinare una pompa di calore. Questo comporta per le aziende fornitrici onerosi investimenti e un cambiamento radicale dei paradigmi di offerta, sia in termini di processi sia di sistemi informativi.

Questo è possibile anche attraverso App studiate da partner esterni (in un’ottica di vera open innovation) come ifesca.AIVA e ifesca.ADAM, due applicazioni software che utilizzano l’intelligenza artificiale per aiutare a raggiungere livelli di efficienza completamente nuovi quasi in tempo reale. Entrambe le applicazioni imparano attraverso l’analisi di grandi dati sia a prevedere la qualità prevista del consumo energetico, controllare e automatizzare i processi di produzione in modo più efficiente, sia a ottimizzare il business. Inoltre, attraverso l’eliminazione delle rigidità infrastrutturali, le aziende possono cambiare e ottimizzare le caratteristiche dei servizi e i relativi tempi e le modalità di fatturazione, ampliando la gamma di possibilità per aiutare uno sviluppo maggiormente sostenibile del mercato. Non certo agendo sui costi della materia prima che, peraltro, è soggetta a fluttuazioni di mercato non sempre prevedibili, ma sulla omogeneizzazione di servizi condivisi e aperti: l’utente finale può trovare in bolletta tutti i costi ascrivibili a un sistema che poggia, seriamente, sul concetto di economia circolare. Ad esempio: la ricarica delle batterie delle auto elettriche ma anche il loro utilizzo per lo stoccaggio delle riserve energetiche condivise, la creazione di servizi Green di comunità attraverso la gestione di rifiuti o scarti di lavorazione, l’abbonamento alla piscina, alle biciclette comunali, e ad altro ancora. In Italia, al momento, una lista come questa appare ancora fantascienza anche se il processo di accelerazione verso un sistema virtuoso è in atto: è però già realtà, ad esempio, in Germania, dove piccoli comuni operano in questa direzione. Con sommo beneficio di tutti.