Dicembre 12, 2022

Nicola Martello

Superbonus 2023: come è possibile migliorarlo?

Il decreto Aiuti-quater del nuovo esecutivo Meloni introduce significativi cambiamenti al Superbonus attuale, in primis riducendo la detrazione dal 110% al 90%, ma al contempo offre una nuova chance alle villette, grazie all’introduzione del quoziente familiare come nuova barriera di accesso al credito.

Daniele Iudicone, cofondatore di IMC Holding che con il brand di proprietà Fotovoltaico Semplice si occupa di rinnovabili e fotovoltaico residenziale, fa alcune considerazioni.

Superbonus 2023: un punto a favore della transizione green

Il superbonus 2023 rappresenta un punto a favore della transizione green del paese perché riapre la possibilità di godere dei vantaggi fiscali anche alle ville uni e plurifamiliari che fino a oggi erano rimaste tagliate fuori. Basti pensare che in Italia (rilevazioni Istat) sono oltre 6,5 milioni le abitazioni unifamiliari, oltre 2,7 milioni quelle bifamiliari e circa 1,4 milioni quelle plurifamiliari; questo cambiamento quindi rappresenta un volano importante per proseguire l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare italiano, grazie al fotovoltaico.

Il quoziente familiare

È indubbio che con il quoziente familiare la forbice di abitazioni che potrà accedere al credito aumenterà, ma sicuramente restano ancora tagliati fuori i single e le famiglie poco numerose con un reddito medio alto. Un aumento del reddito generale del quoziente familiare sarebbe auspicabile per ampliare la platea di aventi diritto. A questo aspetto aggiungerei la semplificazione delle pratiche burocratiche o quantomeno il mantenimento delle stesse allo stato attuale, senza apportare ulteriori modifiche, che creerebbero un caos incredibile, come accadde all’inizio dell’avvento del superbonus 110%.

Una migliore efficienza energetica

Le nuove agevolazioni 2023 consentiranno di migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, con una riduzione dell’80-90% del consumo di luce e gas tradizionali, grazie all’adozione di un impianto fotovoltaico abbinato a pompa di calore ibrida o elettrica e batterie di accumulo, per utilizzare l’energia prodotta dal sole anche nelle ore serali. Ammonta al 90% l’importo della fattura di cui si potrà cedere il credito. Volendo fare un esempio concreto relativo a una villetta, l’intervento energetico ha un costo di 30.000 euro che potrà godere di una detrazione di circa 27.000 euro.

Le comunità energetiche

Non dimentichiamoci infine che l’effettiva transizione green dell’Italia non può prescindere dall’avvio delle comunità energetiche, oggi ancora molto lontane dall’attuazione, perché manca la firma ai decreti attuativi da parte degli enti preposti. Speriamo che con il nuovo esecutivo anche questa tematica venga sbloccata, una volta per tutte; rappresenterebbe un incentivo importantissimo per la diffusione del fotovoltaico tra le Pmi e i condomini. Altre nazioni in Europa sono molto più avanti di noi nell’attuazione della direttiva RED II dell’Unione Europea; dovremmo prendere esempio dalla Spagna che ha adottato politiche energetiche green davvero sorprendenti e che stanno dando ottimi risultati.

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