Ottobre 31, 2023

Simona Schiavoni

BayWa r.e., l’agrivoltaico accelera la transizione energetica

Simona Schiavoni, Project Developer PV di BayWa r.e., ci racconta come l’agrivoltaico può favorire e accelerare la transizione energetica.

Utilizzando solo l’1% delle superfici agricole si potrebbero installare fino a 944 GW di nuovi impianti agrivoltaici in Europa, cinque volte quanto installato a fine 2022 (211 GW). In questo modo si traguarderebbero e supererebbero gli obiettivi europei al 2030 (600 GW di nuovi impianti fotovoltaici). È quanto emerge dalla ricerca “Overview of the Potential and Challenges for Agri-Photovoltaics in the European Union” condotta dal Joint Research Center (JRC) della Commissione europea.

Questo dato dimostra che le aziende agricole, anche in cooperazione con i produttori di energia da fonti rinnovabili, possono contribuire in maniera significativa alla transizione energetica globale utilizzando i terreni agricoli per produrre contemporaneamente colture ed energia rinnovabile tramite l’installazione di impianti fotovoltaici su misura.

Accelerare la transizione energetica

Oltre ad essere quindi un’occasione per accelerare la transizione energetica, l’agrivoltaico è anche un ottimo esempio di uso multifunzionale dello spazio, di ottimizzazione delle risorse idriche e di protezione del terreno da agenti atmosferici dannosi. Per citare un esempio, nelle strutture in cui viene svolta l’attività agricola sottostante, i moduli fotovoltaici proteggono le colture e forniscono un ambiente di crescita più resiliente, riducendo al contempo i rivestimenti in plastica monouso.
Una più ampia diffusione di questa tecnologica può aiutare l’Italia ad affrontare alcune delle sfide più urgenti dei nostri tempi, come il degrado del suolo, la rivalutazione di aree abbandonate e non coltivate, le condizioni meteorologiche sempre più estreme e la crescente domanda di energia rinnovabile a un costo contenuto.

baywa re

Andando a valutare la diffusione attuale di questi tipi di impianti a livello nazionale, uno dei motivi per cui non si è ancora vista un’adozione su larga scala di impianti agrivoltaici nel nostro paese, potrebbe essere la necessità di svolgere una analisi agronomica approfondita, che richiede tempo, risorse e attenzione. L’impianto agrivoltaico è infatti “pensato su misura” in base al tipo di superficie e coltura su cui sorge e non è adattabile a qualsiasi terreno. Inoltre, l’agrivoltaico deve essere installato tenendo a mente la tutela del paesaggio e dell’ecosistema socio-ambientale circostante. È dunque fondamentale affidarsi a dei fornitori di energia sostenibile professionisti quando si decide di procedere con un’installazione.

Fondi e burocrazia

La diffusione di questa tecnologia è stata anche frenata dalla mancanza di fondi e da lungaggini burocratiche nelle fasi di approvazione, così come da una non ancora chiara definizione della tecnologia. Negli ultimi due anni, però, si sono visti dei miglioramenti. All’interno del PNRR, Missione M2C2: energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile è previsto l’investimento 1.1: Sviluppo agrovoltaico. Il Piano prevede un importo complessivo di 1,1 miliardi di euro per il raggiungimento dell’obiettivo di installare entro il 2026 impianti per 1,04 GW, con una produzione attesa di circa 1.300 GWh annui. Si tratta di un incentivo economico significativo che anche il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) dovrà essere in grado di gestire e fornire alle aziende agricole interessate tramite regole operative trasparenti e una procedura burocratica snella ed efficace.

Smarter E AWARD per BayWa r.e. per impianto agrivoltaico

L’agrivoltaico risolverebbe, in parte, anche il problema degli elevati costi di approvvigionamento energetico del settore agricolo, che a causa di quello che sta avvenendo a livello internazionale, continua a mettere in crisi le aziende. Essere in grado di generare energia rinnovabile autonomamente mette fine alle fluttuazioni dei prezzi dell’elettricità e propone una soluzione sostenibile per un’industria altamente energivora.

Gli effetti del cambiamento climatico stanno diventando ogni giorno più evidenti e sarebbe un peccato non sfruttare, dove possibile, questa tecnologia in armonia con la natura per far progredire la transizione energetica del nostro paese.

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