Novembre 7, 2023

Nicola Martello

Fine dello scambio sul posto: l’accumulo come alternativa

sonnen nel suo blog analizza le conseguenze della fine dello scambio sul posto.

La fine dello scambio sul posto per i nuovi impianti, prevista per fine anno, apre la strada a nuove soluzioni che consentono ai produttori di energia di sfruttare il potenziale offerto dalle rinnovabili.

Tra queste, l’integrazione di un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo intelligente consente non solo di ottimizzare l’energia pulita autoprodotta dall’impianto, ma anche di contribuire attivamente allo sviluppo di un sistema energetico più green e sostenibile.

La fine dello scambio sul posto

Il servizio di scambio sul posto, nato per incentivare l’uso di energia da fonti rinnovabili, è una particolare forma di autoconsumo “in loco”, o “sul posto”, che consente all’utente di compensare l’energia prodotta in eccesso dall’impianto fotovoltaico con quella prelevata da rete e consumata in un secondo momento. Un meccanismo che trasforma di fatto il sistema elettrico nazionale in una sorta di “accumulatore virtuale” che immagazzina l’energia prodotta in eccesso e la restituisce al bisogno.

Durante il giorno, infatti, l’impianto fotovoltaico produce energia, ma quando la produzione supera i consumi il surplus viene immesso in rete. Al contrario, quando la produzione non riesce a soddisfare i consumi, l’energia necessaria a coprire il fabbisogno viene prelevata dalla rete, attingendo a quel “tesoretto” energetico accumulato durante il giorno.

Un meccanismo che, però, per i nuovi impianti fotovoltaici sarà disponibile solo fino al 31 dicembre 2023, aprendo la strada a nuovi scenari.

Tra scambio sul posto e ritiro dedicato

A partire dal 1° gennaio 2024 il servizio di scambio sul posto, per i nuovi impianti, lascerà spazio ad altre forme di incentivazione, come il ritiro dedicato.

Il ritiro dedicato è un sistema, introdotto il 1° gennaio 2008, che offre ai produttori una modalità per vendere l’energia prodotta in surplus: ogni produttore può cedere l’energia prodotta in eccesso e ricevere in cambio un compenso per ogni kWh. A prima vista, questo processo può sembrare simile allo scambio sul posto. Tuttavia, è importante distinguerne le differenze.

Lo scambio sul posto è un sistema di bilanciamento: l’energia generata oltre il consumo viene ceduta in rete e “scambiata” con altra energia, prelevata al bisogno da rete. Il ritiro dedicato, invece, è un meccanico nel quale l’energia prodotta in eccesso dall’impianto viene venduta a un prezzo stabilito e acquistata da rete al bisogno a uno specifico prezzo di mercato.

Tuttavia, questa opzione risulta più incentivante per realtà con impianti di grandi dimensioni, come le aziende. Per le utenze domestiche, il meccanismo può risultare meno “vantaggioso” e la ragione sta in una semplice operazione aritmetica.

Se si considera un costo medio dell’energia prelevata da rete (al netto di costi di trasporto e oneri di sistema) di circa 0,11 €/kWh e un prezzo per l’energia immessa di 0,04 €/kWh (dati GSE 2023), la differenza tra energia acquistata e venduta, è di circa 0,06 €/kWh. Una cifra che, con contratti al di fuori del mercato tutelato, può anche essere inferiore.

Per questo, è possibile valutare soluzioni alternative che consentono non solo di utilizzare al meglio tutta l’energia pulita autoprodotta dall’impianto, ma essere tutelati da eventuali variazioni dei prezzi sui mercati.

I sistemi di accumulo fotovoltaico: energia pulita sempre disponibile

Un’alternativa per ottimizzare l’autoconsumo di energia è dotarsi di un sistema di accumulo, che consente di immagazzinare l’energia pulita prodotta in eccesso dall’impianto fotovoltaico durante il giorno e rilasciarla quando se ne ha più bisogno, tipicamente la sera quando l’impianto è spento e i consumi aumentano.

Una soluzione che consente non solo di ovviare “all’intermittenza produttiva” tipica delle rinnovabili, ma garantire una copertura totale del fabbisogno energetico, evitando inutili prelievi da rete.

Durante il giorno, infatti, i pannelli fotovoltaici convertono l’energia solare in energia elettrica, a copertura dei consumi, ma grazie all’integrazione di un sistema di accumulo fotovoltaico, è possibile anche immagazzinare l’energia pulita prodotta in eccesso e rilasciarla al bisogno, quando i consumi superano la produzione.

E i vantaggi sono evidenti:

  • Autonomia: grazie all’integrazione di un sistema di accumulo, è possibile aumentare il grado di autonomia energetica dell’abitazione
  • Risparmio: grazie a minori prelievi da rete, è possibile favorire un risparmio sui costi delle bollette energetiche
  • Sostenibilità: grazie all’uso di energia pulita e alla conseguente riduzione delle emissioni di CO2, l’accumulo risulta fondamentale per lo sviluppo di un sistema energetico più verde e sostenibile

Le soluzioni sonnen per l’indipendenza energetica

Da sempre sonnen offre soluzioni complete per l’indipendenza energetica della propria abitazione. Grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico è possibile coprire fino al 35% del proprio fabbisogno energetico ma, grazie all’integrazione di un sistema di accumulo fotovoltaico intelligente come sonnenBatterie, è possibile raggiungere un grado di indipendenza energetica pari al 75%. Inoltre, sonnenBatterie, come un energy manager intelligente è in grado di gestire e ottimizzare al meglio tutta l’energia pulita prodotta dal tuo impianto per garantirti sempre la massima efficienza e comfort.

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