Aprile 24, 2024

Nicola Martello

Alkeemia Battery Forum: il futuro delle batterie in Europa

Il mercato dei battery material è in costante crescita, la domanda di questi componenti che contribuiscono alla realizzazione ed alle performance di batterie elettriche per il settore automotive o per gli smartphone (tra gli usi più comuni e diffusi) è in rapida espansione. Si stima una crescita globale del mercato batterie del 26% annuo fino al 2030 (espresso in GWh/anno), seguito da un prudenziale ma pur sempre significativo 9% annuo per gli anni successivi. Entro 5-6 anni solamente l’Unione Europea avrà bisogno di un derivato del litio, come l’esafluorofosfato, in quantità stimabili in circa 120-150 tonnellate per anno.

Per rispondere a queste esigenze e creare un’alternativa europea in grado di contribuire alla transizione energetica in atto, è stata organizzata la seconda edizione dell’Alkeemia Battery Forum “Chemistry behind the cell”, una tre giorni che ha visto riuniti player nazionali ed internazionali con l’obiettivo di creare una filiera europea accomunata dalla visione di dominare un settore dinamico e articolato come quello delle batterie. 68 aziende internazionali provenienti da 20 diversi Paesi quali Canada, Francia, Germania, Giappone, Cina, Norvegia e Korea (solo per citarne alcuni), affiancate da organi istituzionali per un totale di circa 130 ospiti per ridisegnare il futuro di un settore primario per l’economia globale.

Valorizzare le realtà europee

L’evento è stato organizzato da Alkeemia, azienda che opera nella chimica del fluoro ed è attivamente impegnata nel prossimo sviluppo dei sali di litio (elemento indispensabile per la mobilità sostenibile e l’accumulo di energia rinnovabile).

La sfida – di cui Alkeemia è portavoce con l’organizzazione del Battery Forum e con il suo stabilimento di Porto Marghera dove si trattano sali di litio, si sviluppano additivi ad alta performance e si muovono i primi passi per sostenere le più recenti tecnologie a base di sodio nel settore dell’accumulo di energia – è quella di valorizzare le realtà europee in questo settore e metterle a fattor comune, individuando e tracciando i prossimi passi da intraprendere.

Folta la rappresentanza italiana che ha aderito all’iniziativa, costituita da big del settore dei motori come Ferrari e Ducati, ma anche da primari attori del mondo accademico come la Bicocca di Milano, l’Università di Bologna e quella di Pavia, che hanno portato il loro contributo nel campo della ricerca.

Accanto alle eccellenze nostrane, realtà provenienti da tutto il mondo per fare rete, creando una comunità in grado di rispondere alle esigenze attuali. Dai maggiori esponenti europei del mondo battery come ACC, Univers e Blue Solutions, ai big asiatici quali CATL (leader mondiale indiscusso nella produzione di batterie) SVOLT, Nippon Shokubai, LG Energy Solution e BTR (principale produttore mondiale di grafite). Tra gli altri partecipanti, spiccano Toyota, Syensqo, Arkema, e FAAM (unico produttore italiano di celle). Non è mancata la rappresentanza istituzionale con membri provenienti da Paesi quali Germania e Polonia, giusto per citarne un paio.

Aziende da tutto il mondo, istituzioni e università si sono ritrovate insieme per portare la loro expertise con l’intento di contribuire allo sviluppo delle nuove frontiere del mondo della chimica.

Lorenzo Di Donato, CEO di Alkeemia
Siamo chiamati a creare una supply chain in grado di competere con gli altri mercati. Da questa volontà nasce l’Alkeemia Battery Forum. Crediamo che da simili occasioni di collaborazione nascano sinergie strategiche per il futuro del mondo della chimica e delle batterie. Stiamo investendo molto nello sviluppo di nuove tecnologie, ponendoci come riferimento in tutta Europa per il settore. La partita che stiamo giocando è una di quelle decisive, abbiamo bisogno del contributo di istituzioni, grandi aziende ed università per vincerla. D’altro canto sappiamo che c’è un grande potenziale di crescita, basti pensare al segmento dell’automotive: le auto elettriche in Europa oggi rappresentano circa il 16% di quelle circolanti, abbiamo enormi margini di crescita. Vogliamo riportare Porto Marghera e l’Italia al centro della filiera.

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