La vera sfida dell’agrivoltaico avanzato non è installare pannelli sopra i campi. È far sì che tecnologia fotovoltaica e produzione agricola si ottimizzino a vicenda in tempo reale, senza che l’una penalizzi l’altra. Il Kiwi Tour organizzato da iGreen System — EPC Contractor che progetta e realizza sistemi agrivoltaici avanzati totalmente integrati e complementari alle esigenze agricole ed agronomiche — ha mostrato dal vivo come questo sia possibile: 80 professionisti, agronomi e operatori del settore hanno visitato l’impianto realizzato su kiwi giallo per l’Azienda Agricola Canova a Faenza, dove pannelli agrivoltaici e tecnologie per l’agricoltura di precisione lavorano come un sistema unico. Partner dell’evento: Eco Energia (impianti fotovoltaici), Romagna Impianti (impiantistica agricola), LONGi Solar (moduli fotovoltaici monocristallini ad alta efficienza), Plantvoice (sensoristica per l’agricoltura di precisione), Energy 3000 Solar (distribuzione di sistemi e componenti fotovoltaici) e ArrigoniGROUP (reti di protezione per le colture).
Il settore in numeri
L’Italia è tra i paesi europei con il maggiore potenziale per l’agrivoltaico avanzato. Secondo l’Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile (AIAS), entro il 2030 potrebbero essere installati 7,75 GW di impianti avanzati sul territorio nazionale, con un impatto economico stimato superiore agli 11,8 miliardi di euro e circa 19.000 nuovi posti di lavoro. Il PNRR ha già stanziato 1,1 miliardi di euro per impianti agrivoltaici sperimentali, con l’obiettivo di raggiungere 1,04 GW entro giugno 2026 e una produzione annua stimata di almeno 1.300 GWh. Sul fronte della digitalizzazione agricola, il mercato dell’agricoltura 4.0 in Italia ha superato i 2 miliardi di euro, con il 41% delle aziende agricole che adotta già almeno una soluzione digitale (fonte: Osservatorio Smart Agrifood, Politecnico di Milano e Università di Brescia). È in questo contesto che l’agrivoltaico avanzato si afferma come punto di convergenza tra due transizioni parallele: quella energetica e quella digitale dell’agricoltura italiana.

L’impianto: i numeri
L’impianto realizzato da iGreen System a Faenza è classificato come Sistema Agrivoltaico Avanzato Elevato: 975,24 kWp di potenza installata, 1.512 moduli da 645W ciascuno, posizionati a 5,20 metri di altezza – più del doppio rispetto al requisito minimo previsto dalla normativa per le coltivazioni di 2,1 metri – per garantire la piena operatività del frutteto sottostante e il passaggio agevole dei macchinari agricoli.
Le tecnologie in campo
Il Kiwi Tour si è articolato in cinque tappe, ciascuna presidiata da un partner tecnico diverso. Insieme, queste realtà compongono il sistema tecnologico che rende possibile un impianto agrivoltaico avanzato.
Tappa 1 – Vision e progettazione integrata
La prima tappa, condotta da Roberto Innocenti, Direttore Commerciale di iGreen System e Romagna Impianti ha presentato la filosofia alla base del progetto. iGreen System nasce dalla convergenza di due competenze tradizionalmente separate: quella impiantistica agricola di Romagna Impianti — attiva dal 2013 con oltre 18.000 ettari di esperienza nella progettazione di vigneti e frutteti — e quella fotovoltaica di Eco Energia, EPC Contractor nel settore delle energie rinnovabili da oltre 15 anni. L’idea alla base è semplice ma raramente applicata in modo rigoroso: mettere l’agronomia al centro, e far dipendere da essa le scelte tecnologiche, non il contrario.
Tappa 2 – Progettazione e algoritmo proprietario
La seconda tappa, condotta da Simone Fungipane, Founder & Chairman di iGreen System, ha illustrato come le competenze interne e un gruppo di lavoro multidisciplinare consentano di selezionare le colture più adatte a ciascuna esigenza, integrando le necessità agricole ed agronomiche con quelle elettriche ed elettroniche. Al centro: l’algoritmo proprietario sviluppato da iGreen System, che utilizza l’intelligenza artificiale per ottimizzare in tempo reale il bilanciamento tra produzione energetica e benessere della coltura e garantire che ogni intervento sia calibrato sulle esigenze specifiche di ogni azienda. L’orientamento dei moduli — installati su tracker ad inseguimento solare — viene calibrato non solo sull’irraggiamento solare, ma anche sulle esigenze fisiologiche della pianta rilevate dai sensori.
Tappa 3 – Layout, impiantistica e gestione agronomica
La terza tappa, condotta da Romagna Impianti, ha illustrato come si progetta e si gestisce un frutteto all’interno di una struttura agrivoltaica. Fondata nel 2013 a Imola e attiva su oltre 18.000 ettari di impianti agricoli, Romagna Impianti porta sull’impianto di Faenza competenze che spaziano dalla progettazione tridimensionale del layout — sviluppata con software 3D proprietario e rilievi GPS — ai sistemi di irrigazione di precisione, dalla meccanizzazione delle operazioni colturali alla consulenza agronomica continuativa. In un contesto agrivoltaico, queste competenze assumono una valenza aggiuntiva: la presenza della struttura fotovoltaica richiede che ogni scelta impiantistica — spaziatura delle file, altezza delle piante, gestione dell’acqua — sia ottimizzata tenendo conto non solo delle esigenze della coltura, ma anche dell’interazione con i moduli sovrastanti. La copertura antigrandine è fornita da ArrigoniGROUP, leader europeo nella produzione di agrotessili e reti di protezione per le colture, già partner di Romagna Impianti nella rete d’impresa i4fruit.
Tappa 4 – Sensoristica: ascoltare la pianta in tempo reale
La quarta tappa ha messo al centro la sensoristica sviluppata da Plantvoice, startup benefit fondata a Bolzano nell’ottobre 2023 e incubata al NOI Techpark. A differenza dei sensori tradizionali — meteo, di suolo, droni, immagini satellitari — che misurano variabili ambientali esterne, Plantvoice inserisce un biosensore miniaturizzato direttamente nel fusto della pianta, monitorando in tempo reale il suo stato di salute attraverso l’analisi della linfa: assorbimento idrico, concentrazione di soluti, parametri fisiologici indicativi di stress o patologie. Il sistema si basa sul concetto di “pianta sentinella“: un centro di monitoraggio installato su quattro piante rappresentative copre circa un ettaro di coltura omogenea, rendendo il monitoraggio scalabile ed economicamente sostenibile. I dati fisiologici vengono raccolti all’interno della piattaforma agronomica di Plantvoice e si integrano con i dati esterni di contesto per un’interpretazione completa e accurata: sull’impianto di Faenza, questi vengono acquisiti dalla piattaforma digitale brevettata da iGreen System, che li utilizza per ottimizzare il bilanciamento tra produzione agricola e generazione fotovoltaica.
Tappa 5 – Impianto elettrico e integrazione energetica
La quinta tappa, condotta da Eco Energia, ha illustrato come l’energia prodotta dall’impianto viene gestita e integrata nell’azienda agricola. EPC Contractor nel fotovoltaico da oltre 15 anni con oltre 1.000 impianti installati, Eco Energia è la componente energetica di iGreen System e copre l’intero ciclo: dalla progettazione tecnica all’installazione e collaudo, fino al monitoraggio e alla manutenzione nel post-vendita. I 1.512 moduli installati sull’impianto di Faenza sono forniti da LONGi Solar, produttore con sede a Xi’an tra i leader mondiali nella tecnologia fotovoltaica monocristallina, con una capacità produttiva che supera i 100 GW annui e una presenza in oltre 150 paesi. La struttura dell’impianto di Faenza è realizzata con tracker mono assiale, che orientano i moduli seguendo il sole nel corso della giornata per massimizzare la produzione energetica, senza interferire con le operazioni agricole sottostanti.
Ciò che il Kiwi Tour di Faenza ha dimostrato è che l’agrivoltaico avanzato non si riduce all’installazione di moduli fotovoltaici sopra una coltura. Richiede un ecosistema integrato: competenze agronomiche per progettare il layout rispettando le esigenze della pianta, sensoristica per monitorarne lo stato in tempo reale, algoritmi per ottimizzare il bilanciamento tra resa agricola e produzione energetica, e infrastrutture elettriche che rendano l’energia prodotta realmente utile all’azienda agricola.
In questo senso, l’impianto di Faenza non è solo un caso studio. È un modello replicabile di come tecnologie diverse — nate in settori distinti — possano convergere per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica senza sacrificare la produzione alimentare.
Il prossimo appuntamento del Kiwi Tour è fissato per il 22 maggio: un’occasione per chi vuole vedere da vicino come funziona davvero un sistema agrivoltaico avanzato.
