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Transizione: finanza agevolata e imprese green in Italia

Maggio 29, 2026
Nicola Martello

La sostenibilità si conferma un asse strutturale della finanza agevolata in Italia. Nel periodo compreso tra gennaio 2025 e aprile 2026, il 20% dei bandi pubblicati è dedicato a interventi green, tra efficientamento energetico, energie rinnovabili, economia circolare, certificazioni ambientali e interventi legati all’installazione e all’ottimizzazione di impianti fotovoltaici per realizzare la transizione energetica.

A questa crescente disponibilità di strumenti si affianca una propensione sempre più marcata da parte delle imprese: il 40% delle pratiche gestite da Muffin, la prima piattaforma digitale in Europa specializzata nella gestione integrata del ciclo completo dei progetti di investimento, riguarda progetti legati alla sostenibilità, a conferma di come il tema sia ormai centrale nelle strategie di investimento aziendale. Un dato che evidenzia come la transizione ecologica non rappresenti più un ambito marginale, ma una componente stabile delle politiche di sviluppo e crescita delle imprese.

I principali strumenti nazionali

 A livello nazionale, diverse misure stanno sostenendo in modo significativo gli investimenti delle imprese. Tra queste, il piano Transizione 5.0 ha mobilitato, seppur con complicazioni tecniche, 9,6 miliardi di euro di investimenti, con oltre 18.000 domande presentate e una forte concentrazione nel settore manifatturiero (oltre il 70%).

Parallelamente, gli incentivi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili mettono a disposizione centinaia di milioni di euro per supportare le PMI nel percorso verso l’indipendenza energetica, mentre il programma Parco Agrisolare ha superato i 23.000 progetti finanziati, quadruplicando la potenza installata rispetto agli obiettivi iniziali con un forte focus sull’installazione di impianti fotovoltaici sui fabbricati produttivi e agricoli.

Anche strumenti come SIMEST – soluzioni per internazionalizzazione imprese italiane –  confermano questa direzione: circa il 60% delle operazioni finanziate riguarda progetti legati alla transizione ecologica e digitale.

A questi si affiancano condizioni particolarmente favorevoli, con contributi a fondo perduto fino al 65% della spesa (e punte dell’80% in alcuni casi) con il Bando Isi Inail, e misure strutturate come la Nuova Sabatini (nelle versioni ordinaria, 4.0 e Green), che prevede un tasso agevolato rispetto alla versione ordinaria.

I programmi regionali

Accanto alle misure nazionali, le Regioni continuano a svolgere un ruolo rilevante nel sostenere gli investimenti green.

In Piemonte, sono attivi strumenti dedicati all’efficientamento e alle energie rinnovabili con dotazioni complessive superiori ai 50 milioni di euro.

 In Emilia-Romagna, il Fondo Energia ha già sostenuto oltre 470 operazioni per più di 72 milioni di euro, mentre in Lombardia e Veneto sono attivi strumenti specifici per l’efficienza energetica e la transizione industriale, con risorse dedicate sia a contributi a fondo perduto sia a finanziamenti a tasso agevolato.

Nel Nord Italia si registrano ulteriori strumenti rilevanti: in Veneto sono previsti 31 milioni di euro per progetti legati a energia e idrogeno, mentre in Lombardia la misura “Linea Impresa Efficiente” mette a disposizione oltre 28 milioni di euro, combinando contributi a fondo perduto e strumenti di garanzia per sostenere l’efficientamento energetico delle attività produttive.

Inoltre, In Sicilia, il programma “Sicilia Efficiente” ha messo a disposizione 89 milioni di euro per la riduzione dei consumi energetici delle imprese.

Michele Bonelli, CEO e Co-Founder di Muffin
In questo momento stiamo assistendo a un passaggio chiave: la finanza agevolata sta evolvendo da strumento opportunistico a leva strutturale per gli investimenti delle imprese. La sostenibilità non è più un’opzione accessoria, ma un requisito sempre più rilevante per accedere ai principali strumenti di crescita. Le aziende non cercano più interventi singoli, ma progetti integrati che combinano componenti tecnologiche, energetiche e finanziarie. In questo scenario, l’autonomia energetica diventa un fattore strategico, non solo in termini di risparmio, ma di stabilità e competitività nel medio-lungo periodo.

Il quadro che emerge è quello di un sistema capillare e multilivello, con una forte presenza di strumenti territoriali che, seppur differenziati, convergono nel supportare la transizione energetica delle imprese.

Questa evoluzione si riflette anche nella tipologia di interventi incentivati: dai dati operativi di Muffin emerge come il fotovoltaico rappresenti oggi il principale driver degli investimenti, ma si osserva una progressiva trasformazione degli strumenti agevolativi, che non si limitano più a sostenere il singolo impianto ma richiedono interventi più strutturati.

In questo contesto, la domanda delle imprese si sta orientando verso progetti integrati che combinano impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e soluzioni di gestione dell’energia, in linea con bandi che premiano percorsi completi di transizione ecologica.

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