Alleanza per il Fotovoltaico, intervenuta in audizione presso ARERA nell’ambito della consultazione sul Quadro Strategico 2026-2029, esprime una valutazione complessivamente positiva sull’impostazione del documento, ma sottolinea la necessità di accompagnare gli indirizzi strategici con regole stabili, tempi prevedibili e maggiore coordinamento tra gli attori del sistema elettrico, compresi fonti rinnovabili, reti e sistemi di accumulo.
Per l’Alleanza, sono tre le priorità strettamente interconnesse su cui il Quadro Strategico dovrà concentrarsi: segnali di prezzo più efficienti, integrazione tra fotovoltaico e sistemi di accumulo e sviluppo delle reti e delle connessioni in linea con la crescita delle rinnovabili.
Paolo Tusa, portavoce di Allenza per il Fotovoltaico in Italia
Il Quadro Strategico individua correttamente le principali sfide che il sistema elettrico dovrà affrontare nei prossimi anni. Perché questi indirizzi si traducano però in nuova capacità rinnovabile e in investimenti concreti, servono regole certe e un quadro regolatorio stabile e prevedibile, capaci di trasformare gli investimenti programmati in nuova capacità. Prezzi, reti e accumuli devono evolvere nella stessa direzione, evitando segnali contraddittori che rischiano di rallentare gli investimenti proprio dove il sistema ha maggiore bisogno di nuova capacità e flessibilità.
Reti: bene la riforma delle connessioni, ma tutelare i progetti già avviati
L’Alleanza considera positiva la nuova disciplina per la gestione della capacità della rete nazionale, che riserva la capacità di rete ai progetti effettivamente autorizzati, superando il fenomeno della cosiddetta “saturazione virtuale”, ovvero la capacità prenotata da iniziative destinate a non essere realizzate. L’Alleanza chiede però che la nuova regolazione tenga conto dei progetti già maturi dal punto di vista autorizzativo e degli investimenti già sostenuti, soprattutto quando eventuali ritardi non dipendono dagli operatori.
Per rendere più efficace la programmazione delle reti, occorre inoltre utilizzare anche le informazioni sulla capacità effettivamente disponibile e sui progetti rinnovabili già autorizzati. Maggiore trasparenza viene chiesta anche sulla capacità disponibile nelle reti di distribuzione, fino al livello delle cabine primarie.
Prezzi: servono tempi certi per il passaggio al sistema zonale
L’Alleanza sostiene il superamento del PUN e l’introduzione del prezzo zonale anche per i consumi, perché permetterebbe di rendere più corretti i segnali economici, favorire la flessibilità della domanda e valorizzare l’accumulo. Per gli operatori è però fondamentale avere un calendario chiaro e prevedibile per l’attuazione della riforma. La questione è particolarmente importante nelle regioni meridionali e nelle isole, dove la crescente produzione fotovoltaica sta aumentando le ore con prezzi molto bassi o nulli, mettendo sotto pressione la redditività degli impianti e la capacità di attrarre nuovi capitali. Per questo l’Alleanza chiede maggiore trasparenza sui prezzi nelle diverse zone e strumenti più efficaci per gestire i rischi nei PPA e nei Contratti per Differenza, compresa una pubblicazione periodica dei dati sulle ore a prezzo nullo. Si tratta di una riforma che, riflettendo i costi reali del sistema, consente di attivare domanda flessibile e sistemi di accumulo nelle zone con maggiore produzione rinnovabile, riducendo nel tempo congestioni e oneri a beneficio di tutti i consumatori.
Fotovoltaico e storage devono essere considerati insieme
Per l’Alleanza, fotovoltaico e accumulo sono ormai due elementi della stessa strategia. Le batterie possono infatti contribuire a ridurre le congestioni della rete, gestire la volatilità dei prezzi e limitare la perdita di energia rinnovabile nei momenti di eccesso di produzione. Il Quadro Strategico dedica attenzione allo storage, ma secondo l’Alleanza manca ancora una visione complessiva. Per questo chiede una linea di intervento specifica sull’accumulo e maggiore coerenza tra i diversi strumenti che ne regolano lo sviluppo, a partire da Capacity Market e MACSE.
Le batterie possono anche ridurre la necessità di nuove infrastrutture
L’Alleanza considera positiva l’apertura di ARERA verso le cosiddette soluzioni “non-wire”, cioè alternative agli interventi tradizionali sulla rete. In questo quadro, i sistemi di accumulo realizzati da operatori terzi dovrebbero essere valutati sistematicamente nei Piani di sviluppo di Terna e dei distributori, confrontandoli con le nuove infrastrutture attraverso analisi costi-benefici. L’obiettivo è individuare, caso per caso, la soluzione più efficiente per il sistema.
L’Alleanza chiede inoltre di evitare che l’energia immagazzinata e successivamente reimmessa in rete sia soggetta a una doppia applicazione degli oneri di rete, che finirebbe per penalizzare lo sviluppo dell’accumulo.
Più trasparenza e coordinamento tra istituzioni e operatori
L’Alleanza chiede infine maggiore trasparenza nella gestione delle congestioni della rete e dei tagli alla produzione rinnovabile, con dati su cause, durata e quantità di energia coinvolta. Chiede inoltre di rafforzare i meccanismi di compensazione economica delle limitazioni alla produzione, per garantire una corretta distribuzione dei rischi e tutelare gli investimenti.
Per accelerare la realizzazione dei progetti, è inoltre necessario un maggiore coordinamento tra ARERA, MASE, GSE, Terna, MIT, Regioni e amministrazioni locali. Secondo l’Alleanza, molti ritardi derivano infatti dalla sovrapposizione di norme, procedure e competenze differenti.
L’Alleanza accoglie positivamente anche la riattivazione dell’Osservatorio Permanente della Regolazione e propone un tavolo permanente dedicato a rinnovabili, accumulo e flessibilità, per favorire un confronto stabile tra Autorità e operatori.
Paolo Tusa
Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica servono investimenti, ma gli investimenti hanno bisogno di certezze. Il Quadro Strategico può rappresentare un passo importante se riuscirà a mettere in coerenza prezzi, reti e accumuli e a garantire regole stabili e prevedibili. È questa la condizione per trasformare la pipeline di progetti in nuova capacità rinnovabile e in valore per il sistema italiano.
