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Reti e accumuli per una transizione energetica sicura

Settembre 21, 2026
Nicola Martello

La transizione energetica è già in corso, ma aumentare la produzione da fonti rinnovabili non basta. Per costruire un sistema energetico più sicuro, competitivo e indipendente servono reti più moderne, sistemi di accumulo, maggiore flessibilità, investimenti e una gestione efficace dei nuovi rischi.

Energia in transizione

È il messaggio emerso dall’incontro “Energia in transizione: reti connesse e nuovi equilibri di mercato”, promosso da Consulbrokers, società di brokeraggio assicurativo con oltre 35 anni di consolidata esperienza nel settore. L’evento ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere le condizioni necessarie ad accompagnare l’evoluzione del sistema elettrico italiano.

Ad aprire i lavori è stato Alfredo Amato, Fondatore di Consulbrokers, che ha richiamato il ruolo della gestione del rischio come elemento abilitante della transizione energetica e l’importanza che il settore assicurativo può assumere in questo processo.

Alfredo Amato
La transizione energetica sta modificando profondamente il profilo di rischio delle imprese e il nostro settore deve contribuire a renderla concretamente realizzabile. Il ruolo dell’assicurazione deve evolvere: non più soltanto uno strumento che interviene dopo un danno, ma una leva capace di contribuire alla bancabilità e alla realizzabilità degli investimenti. Senza assunzione di rischio non c’è investimento, senza investimento non c’è innovazione e senza innovazione non può esserci transizione.

Marco Osnato, Presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati
Oggi possiamo discutere di circa 14 miliardi di euro di risorse da spostare per poter mettere in campo nuove politiche di efficientamento energetico. Il quadro geopolitico internazionale rende ancora più urgente una politica energetica capace di rafforzare sicurezza e competitività, attraverso un mix sempre più articolato tra fonti rinnovabili, fonti tradizionali e, in prospettiva, nucleare. Si prospetta una nuova era dell’energia, o meglio una rinnovata era dell’energia, caratterizzata da un mix energetico ancora più intenso.

Le politiche nazionali devono trovare però attuazione a livello locale. Emmanuel Conte, Assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa del Comune di Milano, ha posto l’accento proprio sul ruolo dei territori e sulla necessità di una politica urbana e di redistribuzione. Sicurezza energetica, competitività e decarbonizzazione non sono alternative: la vera sfida è farle avanzare insieme.

La tavola rotonda

Il confronto è proseguito con una tavola rotonda che ha visto coinvolti Fabrizio Penna, Direttore Generale di ISPRA; Jacques Edouard Lévy, Amministratore Delegato di Belenergia; Davide Astiaso Garcia, Segretario Generale di ANEV; ed Emanuele Corsico Piccolini, docente a contratto di Economia aziendale.

Dal dibattito è emersa una visione condivisa: la transizione energetica non può essere affidata alla sola crescita delle rinnovabili, ma richiede un sistema più integrato, resiliente e capace di adattarsi a un contesto economico e geopolitico in rapido cambiamento. Penna ha richiamato il carattere ormai strutturale della decarbonizzazione, sottolineando al tempo stesso le criticità legate alle materie prime, alle filiere e all’ammodernamento delle reti. Lévy ha posto l’accento sull’imprevedibilità dei prezzi dell’energia, sul ruolo strategico degli accumuli e sulla necessità di ridurre i tempi autorizzativi.

Astiaso Garcia ha evidenziato come reti, storage, flessibilità e digitalizzazione siano indispensabili per aumentare la penetrazione delle rinnovabili e rafforzare la competitività del Paese. Corsico Piccolini ha infine richiamato l’evoluzione del concetto di sicurezza energetica, oggi da intendersi non più solo come protezione fisica delle infrastrutture, ma come resilienza dell’intero sistema, dalla produzione alla distribuzione.

Una visione sistemica della transizione energetica

A chiudere i lavori è stato Salvatore Rondinella, Partner di Consulbrokers, che ha ricondotto il confronto a una visione sistemica della transizione energetica: Per l’Italia la transizione energetica non è solo una scelta ambientale, ma anche economica e strategica. Un sistema più efficiente, diversificato e meno dipendente dall’estero può ridurre la nostra vulnerabilità rispetto alle crisi internazionali e offrire maggiore stabilità alle imprese.

Perché possa tradursi in crescita e competitività, serve però un sistema capace di sostenere gli investimenti e gestire in modo consapevole i nuovi rischi. Consulbrokers vuole contribuire mettendo la sua competenza nella gestione del rischio al servizio delle imprese che investono nella transizione, per costruire soluzioni capaci di rendere i progetti più solidi, finanziabili e realizzabili.

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