Fotovoltaico agricolo – Una società di Mariano Comense ha scelto di produrre energia rinnovabile da consumare in loco, con due impianti fotovoltaici realizzati da Termoisover. Quello dedicato all’attività, da 21,60 kWp, è progettato per l’autoconsumo di circa il 60% dell’energia prodotta, per ridurre il prelievo dalla rete. Un secondo impianto, da 5,40 kWp, serve l’abitazione privata e, grazie a un sistema di accumulo, permette di utilizzare l’energia rinnovabile solare anche nelle ore serali.
La scelta di realizzare due impianti distinti nasce dai diversi modi in cui azienda e abitazione consumano energia. L’impianto aziendale, composto da moduli SUN PRO POWER da 450 W, punta a sfruttare la produzione fotovoltaica durante l’attività quotidiana. Nell’abitazione, invece, l’accumulo consente di conservare parte dell’energia rinnovabile prodotta di giorno per usarla quando il sole non è disponibile.
Elia Sanci, responsabile della divisione Rinnovabili di Termoisover
Perché un impianto porti benefici concreti, bisogna partire da come il cliente usa l’energia. In questo caso abbiamo progettato due soluzioni diverse per la stessa proprietà: una per sostenere i consumi dell’attività agricola, l’altra per aumentare l’autoconsumo dell’abitazione anche la sera.
Per l’accumulo sono state scelte batterie HEIWIT agli ioni di sodio, una tecnologia che non utilizza litio. È uno degli aspetti che caratterizzano il progetto, insieme alla possibilità di valorizzare l’energia rinnovabile prodotta anche quando non viene consumata sul posto.

Fotovoltaico agricolo – La comunità energetica rinnovabile
Gli impianti entreranno infatti in una comunità energetica rinnovabile (CER). L’energia rinnovabile immessa in rete potrà contribuire alla quota di energia rinnovabile condivisa tra i membri della comunità, con i benefici previsti dai relativi meccanismi di incentivazione. Termoisover ha seguito anche le pratiche per l’accesso al contributo PNRR dedicato alle CER, ottenuto dal cliente e utile a ridurre l’investimento iniziale.
L’installazione è stata completata in circa una settimana, senza interrompere l’attività della società agricola. Considerando il contributo, il risparmio atteso dall’autoconsumo e i benefici previsti dalla partecipazione alla CER, le analisi economiche del progetto stimano il rientro dell’investimento entro il quinto anno di esercizio.
Per l’azienda agricola, il risultato atteso è una minore esposizione ai costi dell’energia acquistata dalla rete. Il progetto mostra come il fotovoltaico, quando è dimensionato sui consumi e accompagnato da strumenti di accumulo e condivisione, possa diventare parte della gestione energetica dell’impresa.
