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Accumulo energetico e IPP: reti, BESS e nuovi modelli

Gennaio 26, 2026
Nicola Martello

Verdian Power, produttore indipendente di energia (IPP, Independent Power Producer), e Green Horse Advisory, advisory firm specializzata in transizione energetica, green economy e infrastrutture sostenibili, hanno promosso la seconda edizione dell’Italian EnergyTech Conference. L’evento ha riunito circa 200 operatori del settore energetico italiano per analizzare l’evoluzione delle infrastrutture energetiche nazionali, il ruolo strategico delle batterie e dei sistemi di accumulo a lunga durata (BESS), le strategie di espansione e ottimizzazione della rete, nonché l’evoluzione del modello di business degli IPP.

Sul palco si sono alternati i relatori Alfonso Ortal, CEO di Verdian, Carlo Montella, Managing Partner di Green Horse Legal Advisory, Giuseppe Artizzu, CEO di NHOA, Simone Biondi, VP Business Development di Sizable Energy, Virginia Canazza, Partner di Key to Energy, Dario Gallanti, Founding Partner di Our New Energy, Stefano Cavriani, Founder & Director di EGO Energy, You Zhou, Renewables & BESS Origination Lead di DXT Commodities, Domenico Vinci, CEO di Green Horse Financial Advisory, Jordi Francesch, Board Member & Managing Director Asset Management di Nuveen Infrastructure, e Federico Cuppoloni, Director di Cleantech for Italy.

Gli interventi sono stati moderati da Iacopo Magrini, CEO di Green Horse Engineering, Marco Gallerano, Chief Operating Officer di Verdian, e Daria Buonfiglio, Head of Research and Innovation di Green Horse Advisory.

L’evoluzione del settore delle energie rinnovabili

Per decenni, il settore delle energie rinnovabili ha operato secondo un modello relativamente statico, caratterizzato da meccanismi a prezzo fisso che limitavano l’esposizione alla volatilità del mercato. Questo approccio ha consentito la diffusione delle rinnovabili ed è stato fondamentale per costruire l’attuale sistema energetico. Tuttavia, il paradigma sta cambiando rapidamente: con l’aumento della quota di energie rinnovabili nel mix energetico, gli operatori si trovano sempre più esposti alle dinamiche di mercato.

Il settore affronta oggi una volatilità senza precedenti, con prezzi che oscillano drammaticamente, arrivando persino in territorio negativo. Il nuovo scenario è inequivocabile: il valore non deriva più semplicemente dall’installazione di capacità aggiuntiva in megawatt, ma dalla gestione strategica di quando, come e in quali condizioni l’energia viene immessa in rete. Diventa quindi cruciale la capacità di accumulo energetico, per evitare di dover cedere energia a prezzi irrisori o addirittura negativi.

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Alfonso Ortal
Gli IPP devono conseguentemente investire nelle competenze necessarie per una gestione ottimale degli asset, non solo dal punto di vista operativo ma anche finanziario nel lungo periodo. Il passaggio da una mentalità di semplice gestione patrimoniale a un’ottimizzazione attiva del portafoglio è imprescindibile. Si tratta di una trasformazione che richiederà tempo e che premierà chi saprà abbracciare questa complessità attraverso team multidisciplinari, adottando un modello integrato che contempli flessibilità di generazione, gestione dei ricavi e intelligence avanzata.

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Carlo Montella
L’intermittenza intrinseca delle energie rinnovabili impone un adeguamento del sistema elettrico verso maggiore flessibilità e resilienza. I sistemi di accumulo rappresentano uno strumento efficace per raggiungere questo obiettivo, ma necessitano di essere integrati con piattaforme software capaci di monitorare produzione e consumo energetico sull’intera rete nazionale in tempo reale. La tecnologia deve eliminare qualsiasi ritardo temporale, poiché anche frazioni di secondo potrebbero innescare un effetto domino catastrofico, come testimoniato dall’incidente verificatosi in Spagna.

Il sondaggio

Un’indagine condotta tra i circa 200 manager e investitori presenti all’evento ha rivelato dati significativi sullo stato e le prospettive del settore. Il 50% degli intervistati stima che gli investimenti nelle energie rinnovabili in Italia, inclusi i BESS, raggiungeranno circa 10 miliardi di euro nel corso del 2026.

Per quanto riguarda le priorità strategiche, il 34,8% degli intervistati ha identificato l’integrazione dell’accumulo nei portafogli energetici come obiettivo principale per l’anno in corso. Seguono il rafforzamento delle capacità di previsione e analisi (14,5%), il potenziamento della resilienza del sistema e delle capacità di supporto alla rete (10,9%), il miglioramento delle operazioni di trading e di mercato a breve termine (8%) e lo sviluppo della copertura a lungo termine con ottimizzazione contrattuale (8%).

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L’indagine ha inoltre messo in luce ostacoli significativi alla diffusione delle tecnologie pulite in Italia. Il principale collo di bottiglia è rappresentato dall’incertezza normativa (33,3%), seguita dai ritardi nella connessione alla rete (29%), dai tempi di rilascio delle autorizzazioni e delle approvazioni regionali (21%) e dalla congestione della rete nelle zone ad alta concentrazione di impianti rinnovabili (9,4%).

In questo contesto, emergeranno come vincitori i produttori di energia rinnovabile che sapranno affrontare le sfide in modo proattivo e dinamico, sfruttando dati e tecnologia per superare i vincoli esistenti.

L’utilità dei sistemi di accumulo

L’avvento delle fonti energetiche rinnovabili e della generazione distribuita sta determinando una trasformazione radicale della rete elettrica nazionale. In primo luogo emerge la necessità di sistemi di accumulo di grande capacità complessiva, non solo per garantire la fornitura energetica quando gli impianti fotovoltaici ed eolici non producono, ma anche per stabilizzare la rete, assicurando costanza di tensione e frequenza.

Sta inoltre crescendo la consapevolezza che i sistemi di accumulo costituiscono uno strumento fondamentale per la gestione economica dell’energia, attraverso strategie di arbitraggio che permettono di immettere o trattenere energia dalla rete per limitare le oscillazioni dei prezzi.

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I BESS svolgono inoltre un ruolo cruciale per il backup, prevenendo blackout non solo a livello di rete nazionale ma anche per industrie e strutture critiche come gli ospedali.

Il Regno Unito si è affermato come mercato di riferimento per lo sviluppo dei BESS a livello utility scale, grazie a un sistema di remunerazione a medio e lungo termine. Questo approccio ha permesso di integrare l’accumulo nel mix energetico nazionale come componente dell’adequacy, garantendo capacità sufficiente a coprire i picchi di domanda, i periodi di minore produzione e i brevi blackout.

Tuttavia, la crescita del settore degli accumuli pone anche problematiche legate alla sovranità tecnologica e all’approvvigionamento di materiali e componenti. Se per l’elettronica di potenza l’Europa non presenta criticità, la situazione è diversa per le batterie: la quasi totalità di questi elementi, sia come materie prime che come prodotti finiti, proviene dalla Cina. L’Unione Europea ha già avviato iniziative per la produzione di batterie sul territorio continentale, ma il percorso rimane ancora lungo.

L’accumulo energetico non si limita però alle sole batterie. Sizable Energy, ad esempio, sta sviluppando un sistema innovativo di accumulo a lungo termine basato sul pompaggio di acqua ipersalina tra due grandi serbatoi offshore: uno in superficie, l’altro posizionato sul fondale marino a diverse centinaia di metri di profondità. Pompe elettriche reversibili spostano il liquido, più pesante dell’acqua di mare, tra i due serbatoi, sollevandolo quando c’è eccesso di energia elettrica da accumulare, lasciandolo scorrere verso il basso per generare energia quando necessario per coprire i picchi di consumo o in caso di blackout. Il sistema ha un’efficienza di carica-scarica dell’80%, non perde energia nel lungo periodo, non occupa suolo ed è basato su tecnologie mature e relativamente economiche. Il costo per MWh risulta inoltre inferiore rispetto ai BESS con batterie al litio.

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Serve creatività: contratti PPA e trading

L’attuale scenario del mercato energetico, caratterizzato da elevata variabilità e turbolenza, richiede agli IPP capacità di adattamento e creatività, per essere pronti a cogliere le opportunità più redditizie. Un esempio emblematico è il successo dei contratti PPA (Power Purchase Agreement), che liberano le industrie interessate a dotarsi di grandi impianti fotovoltaici dal vincolo dell’investimento iniziale.

Un altro fronte strategico è rappresentato dal trading energetico, che consente agli operatori più dinamici di generare profitti sfruttando le oscillazioni di prezzo dell’energia, anche su base intraday. Tuttavia, impegnarsi nel trading energetico non è un’attività da intraprendere con leggerezza. Sono necessari team qualificati di analisti e data scientist, oltre a un sistema completo di calcolo dei costi, con l’obiettivo di sviluppare modelli predittivi sull’andamento dei mercati.

Un aspetto cruciale è la gestione del rischio. Il trading energetico, come ogni attività di trading, richiede un impiego significativo di capitale. DXT Commodities, per esempio, movimenta in Europa circa 650 TWh e dispone di linee di credito superiori a 1,5 miliardi di euro. La liquidità è un elemento fondamentale in questo tipo di operatività.

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