Nextpower: electrical balance of system e innovazione solare

Maggio 6, 2026
Nicola Martello

Il solare su larga scala è in continua evoluzione. Con la transizione del settore verso centrali elettriche più integrate e intelligenti, la progettazione dell’equilibrio elettrico di un impianto (eBOS, electrical balance of system) e il momento in cui viene effettuata diventano aspetti sempre più cruciali. A sostenerlo è Ryan Schofield, Vicepresidente del settore Elettrico – eBOS di Nextpower, figura che ha attraversato l’intera filiera del comparto: dalla produzione di componenti alla progettazione di sistema, fino all’installazione sul campo.

Electrical balance of system – Tutte le fasi di sviluppo e realizzazione

Dalla produzione alla progettazione del sistema fino all’installazione, Schofield ha potuto constatare non solo i rischi associati all’eBOS, ma anche le opportunità di valorizzazione che offre. Oggi, in Nextpower, il suo lavoro si concentra sul ripensare l’eBOS come parte di un sistema completamente integrato e orientato alle soluzioni, portando l’infrastruttura elettrica in fase di progettazione a un momento molto più precoce e consentendo un’architettura di impianti solari più partecipativa.

Criticità trascurate nella catena del valore

Tutti i soggetti coinvolti nella catena del valore – sviluppatori, EPC, proprietari – puntano allo stesso obiettivo: un sistema affidabile, sicuro, facile da installare e consegnato nei tempi previsti. Nessuno vuole affrontare rilavorazioni, ritardi o scaricabarile tra i fornitori. Eppure, secondo Schofield, alcune criticità strutturali continuano a essere sistematicamente sottovalutate.

In un progetto tipico, 1 MW può significare centinaia di punti di connessione. Su scala industriale, ciò si traduce in centinaia di migliaia di singole connessioni elettriche che devono essere installate correttamente e funzionare in modo affidabile nel tempo. Le conseguenze degli errori possono essere significative, soprattutto in presenza di tempistiche ristrette: se si verifica un errore di progettazione e si necessita di materiale aggiuntivo, il ritardo è generalmente di almeno diverse settimane, spesso di più, a seconda della capacità produttiva e delle condizioni della catena di approvvigionamento. Il risultato è l’interruzione dell’intera sequenza di costruzione a valle.

La radice del problema, secondo Schofield, sta nel fatto che l’eBOS viene generalmente considerato una voce di spesa secondaria, da risolvere in un secondo momento. Quando i problemi emergono nelle fasi finali – disallineamenti progettuali, componenti mancanti, difficoltà di installazione – vengono troppo spesso accettati come parte integrante del lavoro. Piccole decisioni progettuali, come la lunghezza delle stringhe o la selezione dei componenti, possono avere ripercussioni a catena su costi, tempi, fattibilità costruttiva e prestazioni. L’obiettivo di Nextpower è spostare questa mentalità dalla risoluzione reattiva dei problemi alla progettazione proattiva del sistema.

electrical balance of system

I progressi di Nextpower eBOS

Sul fronte dei prodotti, Nextpower ha lanciato il connettore di linea proprietario NX PowerMerge, ma l’approccio non è quello di imporre una soluzione unica: il sistema più adatto viene progettato caso per caso, in funzione delle specificità di ciascun progetto. Il focus dichiarato è quello di essere un fornitore di eBOS orientato alle soluzioni.

In quanto leader nel settore dei tracker, Nextpower si trova in una posizione privilegiata per affrontare direttamente le problematiche di lunga data legate all’integrazione tardiva dell’eBOS nel processo di progettazione. L’accesso ai dati del tracker già nelle prime fasi fa una differenza sostanziale: grazie a un portfolio di prodotti orientato alle soluzioni, è possibile selezionare l’architettura di raccolta più adatta – che si tratti di bus principali, combinatori o un approccio ibrido – in base alle esigenze specifiche del progetto.

L’integrazione fin dall’inizio cambia tutto

Il tracker è la spina dorsale del progetto: definisce il layout, il tracciato e il posizionamento delle apparecchiature. Quando il team eBOS ha accesso a questi dati fin dalle prime fasi, la progettazione del sistema diventa molto più efficiente. Invece di valutare ogni possibile opzione a processo avanzato, ci si può concentrare fin da subito sulle soluzioni realmente adatte a quel progetto.

Anche un dettaglio apparentemente marginale come la scelta delle fondamenta può risultare determinante. Se il sito richiede fondamenta NX Earth Truss perché il terreno è roccioso, questo indica immediatamente che alcuni approcci di raccolta sotterranea per l’eBOS potrebbero essere meno adatti, restringendo il campo delle opzioni ancora prima di entrare nel merito della progettazione elettrica.

Questa impostazione deriva dall’osservazione diretta di come operano le EPC di maggior successo: prima di firmare un contratto, ogni team esamina il progetto in tutte le sue fasi – preventivazione, ingegneria, esecuzione sul campo e catena di fornitura – in modo che tutti siano allineati sulle ipotesi di partenza. Lo stesso principio di disciplina integrata dovrebbe diventare uno standard di settore.

Combinatori o architetture a linea: nessuna risposta universale

La scelta tra architetture basate su combinatori e architetture basate su linee di trasmissione non ammette soluzioni preconfezionate. La valutazione deve considerare una matrice di fattori: condizioni del sito, clima, tipo di terreno, configurazione dei moduli, procedure di collaudo, preferenze di installazione, disponibilità di manodopera e livello di esperienza delle squadre. Anche la regionalità gioca un ruolo rilevante: ciò che funziona meglio in un ambiente caldo e sabbioso potrebbe non essere l’approccio ottimale in una regione più fredda e rocciosa.

Sul piano tecnico, un sistema basato su combinatori implica la presenza di un involucro con fusibili e un sezionatore, entrambi fonti di calore. Quando l’apparecchiatura è esposta alla luce solare diretta ad alte temperature ambientali, la temperatura interna aumenta in modo considerevole, potenzialmente costringendo a ridurre le prestazioni dei componenti e vanificando parte dell’ottimizzazione prevista in fase di progetto.

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