L’Italia attira gli investimenti per l’accumulo BESS

Giugno 26, 2026
Nicola Martello

Gli investimenti in sistemi di accumulo energetico si stanno concentrando su un numero ristretto di mercati a livello mondiale, che presentano una combinazione ottimale di fattori.

Tra questi c’è l’Italia, indicata dagli investitori come uno dei mercati più promettenti per investimenti in sistemi di accumulo energetico a batterie (BESS) nei prossimi tre anni. I fattori che ispirano maggiore fiducia includono la solidità della supply chain locale, la certezza delle regole di mercato, l’accesso alla rete e la finanziabilità delle opzioni di ricavi contrattuali.

È quanto emerge, tra l’altro, da un report realizzato dallo studio globale DLA Piper dal titolo “Capital Unlocks Capacity” e basato su una ricerca condotta su un campione di 550 investitori di private equity, istituzionali, proprietari o sviluppatori di progetti, consulenti finanziari, istituti finanziari, sviluppatori di sistemi di accumulo di energia, produttori indipendenti di energia.

Il report, in particolare, rileva che, nonostante la percezione di incertezza politica, gli Stati Uniti sono risultati il mercato più attrattivo per il 25% degli intervistati, seguiti dal Regno Unito per il 19% e dalla Cina con il 14% di coloro che hanno risposto all’indagine.

L’Italia è invece indicata dall’8% degli investitori come destinazione preferita per investimenti nei prossimi tre anni, collocandosi nella top 10 mondiale. Gli operatori finanziari, in generale, mostrano un interesse crescente per il nostro Paese anche grazie al meccanismo MACSE (mercato a termine degli stoccaggi), che introduce contratti di capacità a lungo termine per l’accumulo, migliorando la visibilità dei ricavi e la finanziabilità dei progetti. Il mercato globale dello storage energetico, in particolare delle batterie, ha raggiunto una fase di piena maturità, trainata dalla riduzione dei costi tecnologici e dalla crescente domanda di sistemi energetici flessibili e resilienti.

A livello globale, la prevedibilità delle regole di mercato rappresenta il fattore principale nelle decisioni di investimento. La presenza di strutture di ricavo solide e l’accesso alla rete restano elementi critici.

Cresce l’attenzione verso progetti ready-to-build

Parallelamente, cresce l’attenzione verso progetti ready-to-build, considerati più sicuri e immediatamente eseguibili. Oltre il 70% degli investitori considera inoltre attrattive soluzioni ibride o integrate tra produzione, accumulo e consumo energetico. In Italia, questa tipologia rappresenta il modello preferito. Il 31% degli investitori identifica l’accumulo a lunga durata come priorità strategica. La crescita del settore sarà guidata da operatori con forte capacità di esecuzione e strutture finanziarie solide. Anche la fase di sviluppo del progetto influisce sull’attrattività degli investimenti.

La maggior parte degli investitori (43%) sta perseguendo progetti “Goldilocks” che si trovano in una fase avanzata di sviluppo, piuttosto che progetti greenfield o asset a rischio ridotto già in esercizio. La metà degli intervistati punta a un tasso di rendimento interno compreso tra l’11% e il 12%, piuttosto che assumersi un rischio maggiore per un rendimento più elevato, mentre solo il 3% ricerca un tasso superiore al 15%. Ciò conferma ulteriormente l’esistenza di un mercato disposto a investire dove l’incertezza è limitata e pienamente definita.

Natasha Luther-Jones, partner e Global Chair del Sector Energy and Natural Resources di DLA Piper a livello globale
In soli cinque anni, gli investitori e gli altri operatori di mercato hanno trasformato un comparto emergente come quello dello stoccaggio in batterie in un settore istituzionale e regolamentato. L’indagine mostra chiaramente che il settore non sta più semplicemente inseguendo la capacità di stoccaggio degli asset, ma sta piuttosto dando priorità a un quadro normativo stabile, a un percorso pronto per l’accesso alla rete e a una chiara visibilità dei ricavi. Il capitale c’è, ma viene distribuito in modo molto più disciplinato rispetto al passato.

Germana Cassar e Vincenzo La Malfa, Co-Heads del Sector Energy di DLA Piper in Italia
Con l’evoluzione di settori come quello dei sistemi di accumulo energetico (BESS), gli investitori mostrano una crescente disponibilità ad accettare, anche in Italia, un livello sempre maggiore di esposizione al rischio, purché nel giusto contesto. Ciò sta determinando una tendenza sempre più diffusa verso modelli di ricavi misti, in cui il rischio commerciale viene attentamente bilanciato con flussi di reddito garantiti da contratti. Allo stesso tempo, il capitale punta sempre più spesso a opportunità che si collocano a metà strada tra l’incertezza delle fasi iniziali e gli asset a basso rendimento ma completamente privi di rischio. In sostanza, il mercato si sta orientando verso una via di mezzo, con il capitale che confluisce verso progetti in cui l’incertezza non è inesistente, ma nei quali il rischio può essere chiaramente compreso e valutato in modo appropriato.

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