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Arpex accelera sugli impianti fotovoltaici industriali

Giugno 29, 2026
Nicola Martello

Arpex, primario operatore italiano di impianti fotovoltaici per il settore commerciale e industriale, ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi superiori ai 20 milioni di euro (+17%) e un Ebitda di circa 5 milioni di euro.

I risultati confermano la solidità del posizionamento della società e segnano l’avvio di una nuova fase di sviluppo industriale. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, Arpex ha intrapreso un percorso di evoluzione del proprio modello operativo, in continuità con quanto avviato a seguito dell’ingresso nel capitale del fondo infrastrutturale britannico Pioneer Point Partners. La società sta progressivamente affiancando all’attività tradizionale per conto terzi un modello basato su investimenti diretti e gestione di asset fotovoltaici, destinati in particolare all’autoconsumo da parte delle imprese.

Antonio Urbano, Presidente e Amministratore Delegato Arpex
Il 2025 ha rappresentato per Arpex un anno di transizione verso una nuova fase di crescita. Come previsto dal piano industriale condiviso con Pioneer Point Partners, stiamo evolvendo da un modello basato prevalentemente sulla realizzazione di impianti fotovoltaici per terzi ad un’attività focalizzata sulla creazione e gestione di asset energetici nel lungo periodo. Questo riflette una crescita significativa delle nostre attività e del valore generato.

Il 2026 rappresenta il primo anno di piena esecuzione del nuovo piano industriale. In questi primi mesi dell’esercizio Arpex ha già connesso una serie di impianti fotovoltaici per una potenza complessiva superiore a 4,1 MW, distribuiti tra Piemonte e Lombardia. Con il mese di luglio, la società supererà quota 20 impianti fotovoltaici connessi, con ulteriori progetti in fase avanzata di sviluppo su scala nazionale. Complessivamente, gli allacciamenti di questi primi mesi del 2026, permettono l’immissione in rete di oltre 15 MW.

impianti fotovoltaici Arpex

Il nuovo modello di investimento diretto

Tra i progetti già realizzati si inserisce il primo impianto sviluppato nell’ambito del nuovo modello di investimento diretto, realizzato a Leinì (TO) su due capannoni industriali precedentemente inutilizzati, che rappresenta un esempio concreto della strategia in corso. L’intervento ha previsto la rimozione di 56 tonnellate di amianto e la riqualificazione della copertura – con una superficie complessiva di oltre 3.500 metri quadrati – su cui sono stati installati 1.688 pannelli per una potenza di picco pari a 732 kWp. La produzione annua stimata è pari a circa 964.600 kWh, equivalente al fabbisogno di circa 350 famiglie e a circa il 2% dei consumi elettrici complessivi del comune torinese.

Nello stesso perimetro si inseriscono anche gli impianti fotovoltaici allacciati in queste settimane nei comuni di Biassono (MB), Cossato (BI), Rivarolo Canavese (TO), Gaglianico (BI) e Mappano (TO), che contribuiscono al totale di potenza già connessa nei primi mesi dell’anno. Gli interventi riguardano contesti produttivi eterogenei – dal comparto industriale e tessile fino ad attività commerciali e logistiche – e sono accompagnati, ove necessario, da operazioni di bonifica e messa in sicurezza per un totale complessivo di oltre 252 tonnellate di amianto rimosso.

Le soluzioni adottate consentono alle rispettive proprietà l’utilizzo diretto dell’energia, prodotta dagli impianti fotovoltaici, nei siti stessi, contribuendo al contenimento dei costi energetici e alla valorizzazione delle strutture produttive locali, favorendo in diversi casi il recupero e la rimessa in funzione di immobili precedentemente sfitti o sottoutilizzati.

L’iter è gestito da Arpex come unico interlocutore per la committenza, dal sopralluogo tecnico alla verifica della connessione elettrica, fino alla progettazione preliminare e alle pratiche autorizzative. Nei casi che richiedono interventi di bonifica, le attività vengono affidate a imprese specializzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e precedute dai piani previsti dalla normativa sanitaria. Successivamente si procede alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico, fino alla connessione e alla messa in esercizio finale. L’intero processo richiede mediamente circa sei mesi.

impianti fotovoltaici Arpex

Antonio Urbano
Come dimostrano i numerosi interventi realizzati in questa prima parte dell’anno, Arpex è in grado di operare quale leva industriale per la riattivazione e riqualificazione di spazi produttivi: trasformiamo superfici inutilizzate in asset energetici, riqualificando i siti, rafforzando la competitività delle aziende e creando valore diffuso sul territorio. In un contesto in cui il tema dell’indipendenza energetica è tornato centrale, il nostro approccio – fondato sull’autoconsumo e sulla valorizzazione degli asset esistenti – rappresenta un impulso concreto in termini di competitività e resilienza per il sistema produttivo nazionale. Questo rafforza le nostre prospettive di crescita per l’esercizio in corso e per i prossimi anni.

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