Messe München ha ospitato la nuova edizione di Intersolar Europe 2026, la manifestazione fieristica che da oltre tre decenni funge da bussola per l’intera industria solare mondiale. Una fiera che mantiene la sua vocazione: essere il luogo in cui una platea di professionisti proveniente da ogni angolo del pianeta si confronta su tendenze tecnologiche, dinamiche di mercato e strategie industriali.
L’edizione 2026 si è inserita nell’ambito dell’alleanza fieristica The smarter E Europe, che ha radunato complessivamente circa 2.800 espositori internazionali su una superficie espositiva di 200.000 metri quadrati, dei quali circa 101.000 riservati alla sola Intersolar Europe 2026, con circa 1.300 espositori afferenti direttamente al comparto solare. Per avere un termine di paragone, l’edizione 2025 aveva attirato 107.000 visitatori da 157 Paesi e 2.737 espositori da 57 nazioni.
The smarter E Europe aggrega quattro fiere parallele: oltre a Intersolar Europe 2026 – dedicata al fotovoltaico, al solare termico e ai grandi impianti – ospita ees Europe per lo stoccaggio dell’energia, Power2Drive Europe per la mobilità elettrica e la ricarica, ed EM-Power Europe per la gestione intelligente dell’energia. Questa struttura a quattro pilastri riflette la convergenza sempre più stretta tra produzione solare, accumulo stazionario, mobilità a emissioni zero e demand response. Una convergenza che non è più una prospettiva futura ma la realtà operativa con cui i progettisti di impianti fanno i conti ogni giorno. La Baviera, tramite il suo Ministero per gli Affari Economici, sostiene Intersolar Europe 2026 come piattaforma strategica di settore, e la presenza istituzionale a Monaco è cresciuta di edizione in edizione.
Un settore in piena maturazione
Intersolar Europe 2026 si svolge in un momento storico peculiare per il fotovoltaico. Il settore continua a crescere a ritmi sostenuti – l’Europa ha installato 65,5 GW di nuova capacità nel solo 2025 – ma le regole del gioco sono cambiate radicalmente. I margini si sono compressi, la concorrenza cinese ha ridefinito i prezzi globali dei moduli, e la geopolitica commerciale – con i dazi statunitensi e le nuove politiche cinesi di esportazione – ha introdotto variabili di incertezza nelle catene di fornitura internazionali.
In questa edizione il focus è stato su tre grandi aree: l’integrazione sistemica attraverso grandi sistemi di accumulo e impianti ibridi fotovoltaico-storage, il mercato indiano come nuovo polo di crescita globale, e la questione della redditività del solare in un mercato elettrico sempre più volatile. Le conferenze tenute in parallelo (Intersolar Europe Conference) hanno richiamato circa 2.600 partecipanti, con sessioni dedicate allo sviluppo dei mercati europei e nazionali, ai modelli di finanziamento, agli impianti di grande taglia, all’agrivoltaico e al fotovoltaico galleggiante.

Tecnologie di modulo: TOPCon domina, perovskite all’orizzonte
Sul fronte dei moduli fotovoltaici, Intersolar Europe 2026 ha confermato il dominio commerciale della tecnologia TOPCon (Tunnel Oxide Passivated Contact), che si prevede rappresenterà il 70% del mercato globale entro fine 2026. I moduli TOPCon di ultima generazione, basati su silicio N-type drogato al fosforo, offrono efficienze commerciali nell’ordine del 22-24,8%, tassi di degradazione annua inferiori allo 0,5% e garanzie fino a 30 anni. Questi parametri sono fondamentali per la bancabilità dei progetti utility-scale, dove i finanziatori richiedono certificazioni di degrado e garanzie ventennali come soglia minima non negoziabile. I pannelli bifacciali – che sfruttano la radiazione riflessa dal suolo grazie a una cella attiva su entrambe le facce – possono aggiungere nelle installazioni a terra con alta riflettività fino al 30-35% di produzione aggiuntiva rispetto a un equivalente modulo monofacciale.
Il tema che ha calamitato la maggiore attenzione speculativa è però quello delle celle tandem perovskite-silicio. In laboratorio questa architettura ha già superato il limite teorico di Shockley-Queisser per le celle a singola giunzione: NREL ha certificato efficienze del 33,9%, mentre LONGi ha portato la propria cella tandem al 33% su grande area. Oxford PV ha già avviato commercializzazioni pilota su scala ridotta. Il principio è interessante: uno strato di perovskite assorbe le lunghezze d’onda del visibile ad alta energia, mentre la cella di silicio sottostante cattura l’infrarosso, coprendo una porzione molto più ampia dello spettro solare rispetto alle architetture tradizionali a singola giunzione.
Le sfide ancora da risolvere sono però importanti: la stabilità a lungo termine della perovskite rimane inferiore a quella del silicio (da 5 a 10 anni nelle celle di ricerca più avanzate, contro i 25-30 anni del silicio) e la scalabilità produttiva deve ancora essere dimostrata a livello industriale con risultati riproducibili. Gli addetti ai lavori stimano che i primi moduli tandem commerciali con efficienza superiore al 30% e garanzie di 10-15 anni arriveranno nel biennio 2027-2028.
Storage: la vera rivoluzione di questa edizione
Se il dibattito sui moduli è stato intenso, un altro protagonista dell’edizione 2026 è stato il comparto dell’accumulo. La crescita globale del settore è notevole: la sola capacità operativa di accumulo negli Stati Uniti ha raggiunto i 37,4 GW nel 2025, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente. I sistemi ibridi grid-forming – capaci di eseguire partenze a rete ferma su scala di GW e di commutare tra la modalità grid-following e quella grid-forming – erano presenti in più stand come tecnologia ormai prossima alla maturità industriale.

Tra i lanci più significativi, GAC INPOW Battery – controllata interamente da GAC Group con radici nell’ingegneria automobilistica – ha fatto il suo debutto europeo presentando quella che definisce la prima cella di accumulo semi-solida da 587 Ah prodotta in serie al mondo, abbinata a un sistema BESS a raffreddamento liquido da 6,25 MWh per applicazioni utility scale. La tecnologia adotta un elettrolita composito ossido-polimero che riduce il contenuto di elettrolita liquido libero a meno dello 0,01%, avvicinandosi alle caratteristiche di sicurezza delle batterie a stato solido pur mantenendo i costi competitivi della produzione litio-ione su larga scala. Il sistema BESS integra diagnostica predittiva basata su AI con una piattaforma cloud capace di rilevare rischi potenziali fino a 20 giorni prima e di segnalare rischi di thermal runaway fino a 24 ore prima del manifestarsi. INPOW ha contestualmente annunciato l’apertura di un centro europeo di vendita e assistenza tecnica per ottobre 2026.
JA Solar ha presentato JAGalaxy, sistema di accumulo utility-scale con oltre 5 MWh di capacità e un’efficienza roundtrip del 93%, con architettura di sicurezza multistadio e sistema di rilevamento e soppressione degli incendi a tre livelli. JA Solar affianca al sistema di accumulo i propri moduli TOPCon di nuova generazione, puntando a offrire ai committenti di grandi impianti un interlocutore unico per componente fotovoltaica e storage.
Contemporary Nebula Technology Energy (CNTE) ha lanciato il sistema STAR H-MAX da 220 kW / 440 kWh in architettura all-in-one outdoor per applicazioni commerciali e industriali, basato su celle CATL LFP da 530 Ah con oltre 10.000 cicli di vita previsti. Il sistema integra controllo termico intelligente basato su AI con un range operativo da -25°C a 55°C, differenziale di temperatura tra le celle mantenuto entro 3°C, e tempi di risposta per la regolazione di frequenza inferiori ai 250 millisecondi, compatibile con i servizi aFRR, mFRR e FCR. Il prodotto è già certificato per la connessione alla rete in 45 Paesi tra Europa, Africa e Asia.
Intelligenza artificiale e digitalizzazione
Un filone trasversale che ha attraversato quasi ogni padiglione è stato quello dell’intelligenza artificiale applicata alla catena del valore fotovoltaico: analisi delle proprietà dei materiali per lo sviluppo di celle più efficienti, diagnosi precoce dei difetti di produzione, GeoAI per l’identificazione delle localizzazioni ottimali degli impianti. I gemelli digitali – repliche virtuali di sistemi fisici – sono stati presentati come strumenti per simulare scenari di stress della rete, ottimizzare le operazioni e rafforzare la sicurezza informatica degli impianti.
Solplanet ha presentato un hub AI per applicazioni commerciali e industriali che integra inverter fotovoltaici, ibridi e batterie in un’architettura unificata con piattaforma cloud API per l’orchestrazione in tempo reale di energia, accumulo e ricarica veicoli elettrici. Deye ha debuttato con la serie SG06 – inverter ibrido monofase residenziale di nuova generazione – supportato dalla piattaforma Deye Cloud per il monitoraggio remoto e la gestione O&M degli impianti.
Agrivoltaico, fotovoltaico galleggiante e quadro geopolitico
Tra i temi applicativi, l’agrivoltaico ha conquistato uno spazio di primo piano con una sezione espositiva dedicata ai sistemi di tracciamento per queste installazioni. La tecnologia protegge le colture da eventi meteorologici estremi – grandine, gelo, siccità – e diversifica il reddito degli agricoltori senza sottrarre superficie produttiva, con l’integrazione di sensori e droni per il monitoraggio dello stato delle piante.
Il fotovoltaico galleggiante ha suscitato interesse analogo: il raffreddamento naturale offerto dall’acqua riduce le perdite termiche dei moduli e ne migliora la resa, combinando efficienza e ridotto impatto territoriale. In Italia, le stime indicano una capacità operativa di 200-300 MW entro fine 2026, circa dieci volte i livelli attuali, posizionando il Paese tra i mercati europei più dinamici per questa tecnologia
Sul versante geopolitico e normativo, durante Intersolar Europe 2026 sono state affrontate le questioni più spinose. La sovra capacità produttiva cinese continua a esercitare una pressione al ribasso sui prezzi dei moduli, mentre i dazi statunitensi stanno rimodellando i flussi commerciali internazionali. L’Europa cerca di trasformare questa ristrutturazione in un’opportunità per i produttori domestici attraverso il Net-Zero Industry Act (NZIA), che introduce criteri di resilienza e qualità negli appalti pubblici. I modelli di finanziamento per i grandi impianti, le strategie di partecipazione ai mercati dei servizi ancillari e la remunerazione dello storage nella volatilità del prezzo spot sono stati i temi più dibattuti.
