DM FER1 e DL Semplificazioni, le lettere Italia Solare al MiSE

DM FER1 e DL Semplificazioni, le lettere Italia Solare al MiSE

Italia Solare invia due lettere al MiSE e propone l’inserimento di modifiche al DM FER1, per dare seguito alle previsioni del DL Semplificazioni.

Per quanto riguarda il DM FER1, premesso può e deve rappresentare lo strumento principe per garantire un consistente sviluppo degli impianti fotovoltaici sui tetti e sui terreni industriali, l’associazione chiede di apportare alcune modifiche. Prima tra tutte di prorogare la durata del provvedimento, visti gli scarsi risultati sinora registrati, fino al 2025 incluso, considerando un target da approvare non inferiore ai 2.000 MWp/anno.

Italia Solare sottolinea inoltre l’urgenza di incrementare ad almeno 50 €/MWh il premio per gli impianti fotovoltaici che vengono installati in sostituzione di coperture di amianto. Solo in questo modo i proprietari dei tetti saranno adeguatamente incentivati a effettuare gli interventi.

Il costo della bonifica deve infatti essere coperto dall’incentivo, se no lo strumento non può funzionare. Con 12 €/MWh il tempo di ritorno è superiore ai 20 anni: i risultati registrati dimostrano infatti quanto si è lontani da risultati minimamente soddisfacenti.

Parallelamente, si legge nella lettera, è necessario prevedere “un premio anche per gli accumuli, la cui diffusione merita un significativo supporto, in ragione dell’importanza strategica che riveste al fine di sviluppare quella programmabilità tanto necessaria al settore delle rinnovabili. Negli accumuli si raccomanda di includere sia gli accumulatori stazionari sia le tecnologie a idrogeno”.

Un’ulteriore proposta di modifica, sollecitata dall’associazione, è l’inclusione in registri e aste degli impianti originatisi da potenziamento di impianti esistenti a condizioni specifiche e differenziate e di incentivare con modalità di favore gli impianti abbinati ad accumulo.

Italia Solare, con una seconda lettera, chiede di dare seguito alle previsioni degli Articoli 56 e 62 del DL Semplificazioni (76/2020), con opportune informazioni e chiarimenti agli enti territoriali e agli operatori interessati per evitare che le disposizioni siano disapplicate.

Molti enti locali, spiega l’associazione, non sono informati delle nuove disposizioni in materia di dichiarazione inizio lavori asseverata (art. 56) e quindi non la applicano. La dichiarazione, inoltre, deve valere non solo per l’installazione dei moduli sul tetto, ma anche per l’edificazione della cabina dove vengono installate tutte le apparecchiature funzionali all’impianto, ivi compresi gli accumuli.

L’associazione chiede anche un chiarimento sulla previsione dell’articolo 6 bis comma 3 del D. Lgs. 28/2011 riguardo alla esenzione dall’autorizzazione paesaggistica. Tale norma stabilisce che i progetti di nuovi immobili su edifici, al di fuori delle zone A e a esclusione degli immobili tutelati, non sono sottoposti a valutazioni ambientali e paesaggistiche e sono autorizzabili con dichiarazione inizio lavori asseverata.

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