Febbraio 22, 2021

Daniela Rimicci

La nuova frontiera del solare? Il fotovoltaico galleggiante

Fotovoltaico galleggiante: un sistema unico nel suo genere in grado di generare energia pulita da spazi altrimenti inutilizzati.

Fotovoltaico galleggiante: un sistema unico nel suo genere in grado di generare energia pulita da spazi altrimenti inutilizzati.

Da diversi anni la nuova frontiera del solare è rappresentata dal fotovoltaico galleggiante: un sistema unico nel suo genere che è in grado di generare energia pulita, come il fotovoltaico tradizionale, ma con il plus di poter ovviare alla mancanza di terreni utili, e poco costosi, e costruire un impianto laddove vi è più bisogno di energia. Per esempio, le zone industriali e le aree urbane.

I parchi solari a terra sono costosi, in termini di infrastrutture, trasporto, distribuzione e perdite di trasmissione, e sono raramente disponibili vicino alle infrastrutture e allacciamento alla rete. Ecco che in un Paese come il nostro, con un terreno pianeggiante ridotto e costoso, il fotovoltaico galleggiante può essere una valida alternativa a valore aggiunto. Ancor più in luoghi come le nostre isole che hanno pochi spazi e costi energetici elevati.

Le soluzioni di fotovoltaico galleggiante sono adatte a diverse tipologie di bacini idrici, per esempio laghi, dighe, corsi d’acqua, vasche per l’irrigazione o per il trattamento delle acque, o ancora in mare aperto. Luoghi per la maggior parte sempre soleggiati, altrimenti inutilizzati e vicini alle industrie o centri abitati, con consumo intenso di energia e costi correlati.

Cosa cambia? I pannelli solari utilizzati sono i medesimi del fotovoltaico terrestre, ideati con tecnologie che ne consentono il galleggiamento sull’acqua. Il più grande pregio di queste installazioni è che non consumano, appunto, suolo terrestre e non hanno bisogno di infrastrutture speciali. Rispetto agli impianti a terra, si caratterizzano, inoltre, per la loro efficienza energetica più elevata, dovuta alla rifrazione dell’acqua, per una minore necessità di manutenzione e pulizia, per la loro capacità di perseguire l’inseguimento solare e un raffreddamento più economico, con anche una maggiore produttività delle celle che rimangono più ‘fresche’, e per la loro maggiore riciclabilità.

Di contro esistono anche degli svantaggi. Le piattaforme galleggianti hanno dei costi di realizzazione più elevati e costi relativi al trasporto a terra dell’energia. E ancora, i moduli subiscono l’effetto corrosivo dell’acqua o della salsedine, mentre l’intero impianto deve essere estremamente flessibile e ammortizzato per ovviare al possibile effetto onde alte o forte vento.

I parchi solari galleggianti sono ancora in un numero limitato. A fine 2019 si contavano però 2,4 GW di pannelli in 35 Paesi nel mondo. E secondo alcune previsioni questi impianti potrebbero rapidamente raggiungere una capacità mondiale nell’ordine di Terawatt.

Tecnologie e parchi flottanti

Pur settore ancora in fase di sviluppo, le tecnologie a supporto e i parchi sono via via sempre di più e sempre più grandi e potenti.

Il protagonista internazionale di parchi solari galleggianti, la francese Ciel & Terre, a oggi ha commissionato 140 parchi solari galleggianti, l’equivalente di circa 300 MWp di potenza fotovoltaica, utilizzando la propria tecnologia Hydrelio.

Mentre Agatos ha sviluppato un nuovo modulo fotovoltaico, leggero e flessibile: Eliotropo, si adatta per le sue caratteristiche intrinseche alla logica del fotovoltaico galleggiante con elevate prestazioni, grazie a celle in silicio monocristallino bifacciali che, essendo il modulo semitrasparente, consentono di catturare anche il riverbero della luce proveniente dalla superficie dell’invaso.

L’olandese Floating Solar si appresta a installare il più grande ‘arcipelago’ fotovoltaico galleggiante al mondo, con 15 isole di circa 140 metri di diametro e costituite da pannelli fotovoltaici particolari, che verranno installate nelle acque della riserva naturale di Andijk, con 73.500 moduli. Unico nel suo genere per la sua concezione. Come si comportano i girasoli, si tratta di un meccanismo che permetterà a ogni isola di modificare l’orientamento e l’inclinazione per seguire i raggi del sole da est a ovest. Questo sarà possibile con la tecnologia Optimal Solar Tracking (OST) che sfrutta tre boe di ancoraggio (collegate a un cavo) per ogni isola. E ancora, la tecnologia Weather Risk Management (WRM) farà in modo di correggere la posizione delle isole in funzione del vento e delle onde. L’impianto prevede un incremento delle prestazioni del 30% rispetto agli impianti fotovoltaici tradizionali statici, stando a quanto enunciato e atteso dall’azienda.

E ancora, l’impianto di Bomhofsplas di BayWa.re. in grado di produrre energia elettrica per servire circa 7.200 abitazioni e, sempre di BayWa.re, i due parchi solari galleggianti da 29,2 MWp di Nij Beets e Kloosterhaar, nei Paesi Bassi.

Tag

Related Posts

Ridondanza completa con i moduli di Phoenix Contact

Ridondanza completa con i moduli di Phoenix Contact

Vetreria Etrusca, l’impianto fotovoltaico BayWa r.e da 2,4 MWp

Vetreria Etrusca, l’impianto fotovoltaico BayWa r.e da 2,4 MWp

Solar Photovoltaic Industry Alliance, FuturaSun partecipa al lancio

Solar Photovoltaic Industry Alliance, FuturaSun partecipa al lancio

SunCity, un anno di risultati e riconoscimenti raggiunti

SunCity, un anno di risultati e riconoscimenti raggiunti