Tez Steinberg: 4.000 km in oceano con pannelli SunPower

Tez Steinberg: 4.000 km in oceano con pannelli SunPower

Il pioniere del fotovoltaico SunPower, Terence Steinberg, ha percorso 4.000 km in oceano con pannelli SunPower e remi. Tez Steinberg è l'ottava persona ad aver raggiunto a remi le Hawaii in solitaria e in maniera autosufficiente partendo dalla terraferma, negli USA, e l'unica a esserci riuscita al primo tentativo. Il suo viaggio, la United World Challenge, è cominciato il 3 luglio 2020 ed è terminato l'11 settembre 2020 ed è stato in parte coadiuvato dai pannelli SunPower.

 Il disastro è avvenuto a 300 chilometri dalla costa della California: un bullone di acciaio del sedile della mia barca si è improvvisamente spezzato a metà. La ruota è caduta sulla coperta, il mio sedile si è bloccato. Sapevo che il mio viaggio sarebbe finito se non avessi escogitato una soluzione.

Era il quattordicesimo giorno della United World Challenge, il mio viaggio in solitaria in barca a remi dalla California alle Hawaii. Con a bordo i pannelli SunPower, remavo per raccogliere fondi per borse di studio per i College del Regno Unito, stimolare l'iniziativa per proteggere i nostri oceani e ispirare gli altri a credere in sé stessi. Se questo bullone fosse stato irrimediabilmente rotto, avrei dovuto tornare a casa sebbene avessi completato soltanto il 10% del viaggio e, dopo anni di pianificazione, non avrei potuto realizzare i miei obiettivi. Se fossi riuscito a ripararlo, avrei avuto davanti a me 4.000 chilometri di oceano aperto.

La paura e l'incertezza si agitavano dentro di me mentre guardavo la ruota saltata via. Sono stato uno stupido a volerci provare, ho pensato. Non potevo pensare di remare per altri 4.000 chilometri con un sedile rotto. Ho cominciato a chiedermi se avessi le capacità per continuare.

Ero salito a bordo della mia barca Moderation due settimane prima, il 3 luglio 2020. Sulla mia piccola ma potente imbarcazione avevo stivato una quantità di cibo sufficiente per tre mesi e un set di attrezzature specializzate: apparecchiatura GPS, il sistema di identificazione automatica AIS (un sistema navale di allarme per evitare le collisioni che ho utilizzato durante tutto il viaggio), telefoni satellitari, un sistema di batterie al litio e un dissalatore. Tutte queste attrezzature fondamentali per la navigazione, la sicurezza, la comunicazione e la purificazione dell'acqua erano alimentate dai pannelli fotovoltaici SunPower che avevo a bordo.

Fotovoltaico a bordo: 4 pannelli SunPower per produrre 250 watt

Successivamente ho affrontato onde alte come palazzi, temperature roventi e correnti che mi respingevano. La costante esposizione al sale e l'attrito mi hanno provocato piaghe e irritazioni. Non ho visto anima viva per 71 giorni, ma ogni singolo giorno mi sono imbattuto in plastica e spazzatura galleggiante. A volte, nel bel mezzo dell'oceano, le persone più vicine a me sono state nella Stazione Spaziale Internazionale. Ma mi sono consolato sapendo che, mentre io facevo forza sui remi, a rifornire di energia il resto della barca ci pensava il mio sistema fotovoltaico.

Moderation aveva 4 pannelli fotovoltaici SunPower che generavano 250 watt e caricavano un sistema di batterie da 200 Ah e 12 V, il doppio rispetto agli standard della navigazione oceanica in barca a remi. Le spedizioni in barca spesso affrontano problemi energetici quando il cielo è coperto o in caso di guasti alle attrezzature, ma sapevo che, grazie all'energia affidabile dei pannelli SunPower, potevo far funzionare le mie attrezzature di sicurezza, comunicare con la mia squadra a terra e produrre acqua potabile quando volevo. Questo è stato un punto di svolta decisivo, anche perché mi ha dato una libertà tale da realizzare una cosa fondamentale: quel bullone rotto che si frapponeva tra me e il mio sogno non rappresentava una sfida tecnica. Rappresentava una sfida mentale.

Ostacoli e soluzioni

Ho passato le 8 ore successive a studiare il problema e a collaudare riparazioni prima di riuscire ad arrangiare la prima. Ho usato un bullone lungo appena metà del necessario e ne ho rinforzato l'estremità con pezzi di legno che riempivano il telaio del sedile. E ho continuato a remare. Poi, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, ho improvvisato nuove soluzioni. Ho persino modellato a mano dei nuovi cuscinetti con della plastica fusa dopo che altri bulloni si sono piegati consumando del tutto i cuscinetti delle ruote.

Ocean Classroom Campaign

Non è stato facile, ma essere perseverante è stato determinante. Dopo 71 giorni e 4.300 km di navigazione in solitaria sono arrivato nelle Hawaii, profondamente ispirato dalla bellezza dell'oceano e ridimensionato dalle lezioni che mi ha insegnato. Se il mio viaggio fosse finito il quattordicesimo giorno, Moderation non avrebbe raccolto, in collaborazione con lo Scripps Institute of Oceanography, il primo set di dati al mondo sulle microplastiche trasportate per via aerea in oceano aperto. E la mia squadra non avrebbe potuto creare la Ocean Classroom Campaign, il primo progetto al mondo sulla programmazione open source map-based per insegnare agli studenti delle scuole superiori le scienze marittime attraverso l'avventura.

Il risultato: 76.625 dollari per le borse di studio

In definitiva, grazie a una generosa comunità di sostenitori la United World Challenge ha raccolto più di 76.625 dollari per le borse di studio, finanziando la raccolta di quasi 200.000 bottiglie di plastica destinate a finire nell'oceano e ispirando migliaia di persone durante questo periodo di cambiamenti sociali senza precedenti.

Guardandomi indietro, dopo tre mesi a terra, c'è soltanto una cosa che avrei potuto cambiare. Non sono forse stato più duro del necessario con me stesso dubitando delle mie capacità? Non avrei invece potuto darmi la stessa fiducia che do alla tecnologia SunPower? Non posso tornare indietro al quattordicesimo giorno per scoprirlo, quindi questa è una domanda a cui intendo rispondere una volta per tutte nella mia prossima spedizione.