Novembre 22, 2021

Daniela Rimicci

Fotovoltaico Semplice: preoccupa limite Superbonus per ville

Fotovoltaico Semplice, attraverso le parole del CEO Daniele Iudicone, esprime preoccupazione sul limite del Superbonus per ville e villette.

In seguito al varo del disegno di legge di Bilancio 2022, approvato dal Consiglio dei Ministri e che riguarda anche i controlli di congruità sulle spese fiscalmente detraibili, si riaccende il caso del Superbonus al 110%. Inizialmente inserito nel Decreto Rilancio in piena pandemia, la misura attuata dal Governo ha riscosso un grande successo e coinvolto nei lavori di miglioramento energetico degli edifici un gran numero di italiani.

Anche dopo la proroga, un’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it ha evidenziato come siano circa 9 milioni i nuclei familiari interessati a usufruire delle agevolazioni. A far discutere è la modifica del quadro dei bonus edilizi e nello specifico il requisito, per i proprietari di villette o edifici unifamiliari, di un Isee inferiore ai 25mila euro per poter accedere all’incentivo.

Mentre aumenta il pressing dei partiti per togliere il limite e si attende in merito una decisione del Parlamento, sono molti gli operatori del settore che mettono in guardia sui potenziali effetti negativi della misura.

Daniele Iudicone, esperto e CEO di Fotovoltaico Semplice
Sotto il profilo energetico si tratta di un grosso errore strategico. Le villette e più in generale i tetti residenziali, infatti, possono ospitare impianti fotovoltaici e produrre energia pulita sostituendo il carbone fossile.
Questa modalità ormai vecchia sta diventando sempre più insostenibile, sia in termini ambientali, sia in termini di costi.
Occorre inoltre sottolineare che le ville raggiungono nel nostro Paese la quota molto rilevante di 7 milioni e mezzo di unità; se messe nelle giuste condizioni potrebbero beneficiare di autonomia energetica ed eliminare l’impiego del metano grazie alle nuove pompe di calore ibride o elettriche, la cui installazione rappresenta l’elemento trainante per accedere al bonus.

Un limite, questo, che rischia di compromettere anche i progetti delle comunità energetiche.

Già attive in molti Paesi europei, consentono alle persone di diventare prosumer (consumatori e produttori al tempo stesso) in grado di condividere energia pulita ottenuta attraverso le fonti rinnovabili.

Daniele Iudicone
Ogni villetta può diventare indipendente e creare energia per il resto della comunità. La quantità di energia non consumata dalla casa viene immessa nella rete elettrica intelligente, che la distribuisce alle abitazioni vicine o a chiunque ne abbia necessità.
Questa dinamica consente all’energia fotovoltaica, quindi pulita e rinnovabile, di girare tra la popolazione e creare così un circolo virtuoso con benefici di medio e lungo termine per tutti. I limiti imposti dalla nuova proroga sono inconcepibili – conclude l’esperto – soprattutto considerando il fatto che ville, villette, capannoni industriali e tetti delle imprese sono i punti focali per generare energia pulita in grande quantità.
L’impressione è che il Superbonus sia inteso solamente come una misura di rilancio economico, e non come uno strumento per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine contenuti nell’Agenda 2030 e discussi in questi giorni nel Cop26 di Glasgow.
Questo, con gli aumenti vertiginosi dei costi a cui stiamo assistendo nelle ultime settimane, rischia di renderci ancora più deboli sotto il profilo energetico.

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