Novembre 10, 2023

Nicola Martello

Energie rinnovabili e sostenibilità: a che punto è l’Italia?

L’Italia sta emergendo come un punto di riferimento nel panorama europeo delle energie rinnovabili, un settore cruciale per il futuro del nostro pianeta. Nel 2018, il nostro Paese ha superato le aspettative, raggiungendo una produzione di energia da fonti come idroelettrico, solare, eolico, bioenergia e geotermia, che ha costituito il 17,8% del nostro consumo energetico complessivo, superando di gran lunga il traguardo del 17% previsto per il 2020.

Anche i dati più recenti confermano questo trend, evidenziando che l’Italia non intende affatto rallentare. Infatti, secondo Terna, nel mese di agosto 2023, le fonti rinnovabili hanno registrato una notevole crescita, generando un totale di 11,3 miliardi di kWh. Questo valore impressionante ha permesso di coprire il 43,8% della nostra domanda di energia elettrica e ha segnato un notevole aumento rispetto al 34,1% relativo ad agosto 2022.

Tuttavia, un’ombra minacciosa incombe sull’orizzonte energetico italiano: Arera ha lanciato l’allarme, annunciando un aumento delle bollette elettriche per le famiglie italiane nel quarto trimestre del 2023, pari al +18,6%. Questo scenario sottolinea l’urgenza di ridurre la nostra dipendenza dalle fonti fossili tradizionali e di accelerare la transizione verso fonti di energia pulita.

Un cambiamento di rotta, infatti, non solo garantirà una prospettiva a lungo termine più sostenibile, ma renderà anche il sistema energetico più flessibile e decentralizzato, nonché capace di affrontare le sfide future.

Ma da cosa passa la transizione?

Il primo passo cruciale verso un futuro sostenibile e duraturo implica la promozione della flessibilità del sistema elettrico, che significa la sua capacità di adattarsi alle fluttuazioni impreviste nella domanda e nell’offerta di energia elettrica: un aspetto di vitale importanza considerando l’incremento delle energie rinnovabili nel mix energetico complessivo.

In questo contesto, le fonti di flessibilità comprendono risorse e capacità sia dal lato dell’offerta sia dalla domanda di energia elettrica.

energie rinnovabili

Le fonti di flessibilità del sistema elettrico

Per quanto riguarda le fonti di flessibilità dal lato dell’offerta, gran parte della flessibilità necessaria per gestire la domanda e l’offerta di energia elettrica deriva attualmente dalle centrali termiche, che possono essere attivate o disattivate in base alle necessità. Tuttavia, secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), il panorama cambierà radicalmente in futuro, con una riduzione significativa della quota di flessibilità fornita da queste centrali. Il ruolo da protagonista passerà, invece, alle reti elettriche che distribuiscono e contribuiscono così a mantenere l’equilibrio nell’approvvigionamento energetico. A questo proposito, l’Unione Europea sta investendo massicciamente nelle reti elettriche, prevedendo la costruzione di circa 7 milioni di chilometri di nuove linee di rete entro il 2050.

Le fonti di flessibilità dal lato della domanda

Per quanto riguarda le fonti di flessibilità dal lato della domanda, i consumatori svolgono un ruolo attivo nella gestione della flessibilità del sistema elettrico attraverso il possesso di beni come veicoli elettrici e apparecchiature domestiche (lavatrici, stufe e condizionatori). L’AIE prevede che il contributo degli utenti finali possa raggiungere il 25% della flessibilità del sistema entro il 2050. Tuttavia, l’aumento di questi asset porta con sé complessità nella gestione dell’intero sistema elettrico. Per questo motivo, aziende specializzate nel settore come Hive Power mettono a disposizione soluzioni all’avanguardia come FLEXO, un software SaaS che ottimizza la gestione di reti energetiche, dalla gestione delle comunità energetiche alla ricarica dei veicoli elettrici, per garantire un flusso più fluido ed efficiente.

Il futuro dell’energia dipenderà dalla capacità di adattarsi alle esigenze del sistema e di affrontare le sfide legate all’evoluzione energetica. La promozione della flessibilità sarà il primo passo cruciale in questo percorso, il cui successo sarà determinante non solo per il nostro pianeta, ma anche per il benessere delle generazioni future.

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