Gennaio 19, 2024

Arcus Financial Advisors

Sistemi di accumulo, le aspettative per il mercato italiano

Come evidenzia Arcus Financial Advisors, i sistemi di accumulo avranno un ruolo fondamentale nel mercato elettrico italiano, tra fotovoltaico e rinnovabili.

Le dinamiche del Belpaese vedono infatti una crescente diffusione delle fonti di energia rinnovabile, in particolare fotovoltaica, e una conseguente sempre crescente irregolarità nella generazione elettrica che necessiterà pertanto di un sistema di bilanciamento funzionale a garantire la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico.

Arcus Financial Advisors è attivamente coinvolta nel processo di analisi di questo nuovo settore ed in particolare nella valutazione dei criteri di finanziabilità di questi progetti, che in larga misura saranno basati su schemi di project financing. A valle di numerose interlocuzioni con importanti banche italiane ed internazionali, si è registrato un forte interesse per il nascente mercato delle BESS, ovviamente in attesa della definizione del quadro legislativo e regolatorio che determineranno i meccanismi di funzionalità ed i parametri economici del settore.

Fabbisogno di sistemi di accumulo per il sistema elettrico italiano

La progressiva crescita delle installazioni in fonti da energia rinnovabile, in particolare eolica e fotovoltaica, è stata recentemente confermata dal nuovo Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) 2023 che prevede che entro il 2030 dovranno essere realizzati nuovi impianti per una potenza complessivamente pari a circa 74 GW tra eolico e fotovoltaico, tale da garantire una quota di copertura da fonti rinnovabili pari al 65% del consumo elettrico nazionale.

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A fronte di una tale crescita della generazione elettrica da fonti rinnovabili non programmabili appare pertanto sempre più urgente l’avvio di un programma strutturale di realizzazione di sistemi di accumulo che consentano di spostare «strutturalmente» parte della produzione dalle ore di alta disponibilità della risorsa alle ore di bassa o nulla disponibilità, gestendo tale sovra-capacità in maniera efficiente e garantendo pertanto il raggiungimento dei target di decarbonizzazione.
A tale riguardo, il PNIEC ha fissato degli obiettivi per il 2030 pari a circa 94 GWh di nuova capacità di stoccaggio di cui la maggior parte di grandi dimensioni (utility scale).

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Meccanismi di remunerazione

I sistemi di accumulo realizzati ad oggi sul territorio italiano operano prevalentemente sul mercato elettrico attraverso meccanismi di arbitraggio (time-shifting), fornitura di servizi ancillari e di bilanciamento della rete sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD).

Alcuni impianti realizzati o in fase di realizzazione hanno partecipato al mercato della capacità (Capacity Market), il meccanismo che premia la disponibilità della capacità di alcuni impianti di generazione o di accumulo ai fini dell’adeguatezza del sistema elettrico. Tuttavia, l’attuale Capacity Market è stato disegnato principalmente per gli impianti di generazione programmabile (prevalentemente generazione da gas), pertanto non sembra particolarmente adeguato a sostenere l’atteso sviluppo dei sistemi di accumulo.

A tale riguardo, Terna ha allo studio un meccanismo di remunerazione specifico per i sistemi di accumulo (ex art. 18 decreto legislativo 210/2021), in base al quale Terna definirà uno o più contratti standard e procedure dedicate per ogni tipologia di contratto e un sistema di remunerazione, basato sull’esito di aste competitive, che prevede che l’assegnatario dell’asta si impegna ad esercire il sistema di accumulo secondo modalità tecniche ed economiche volte ad ottimizzarne l’utilizzo e massimizzare i benefici per il sistema. Presumibilmente il meccanismo prevedrà anche la possibilità di gestire i sistemi di accumulo sul mercato libero quando gli stessi non sono dedicati al mercato di Terna. La pubblicazione della procedura di Terna è attesa a breve e ci si auspica che le prime aste vengano bandite nel corso del 2024.

Esperienze internazionali e attese degli Istituti Finanziari per uno sviluppo più agevole del mercato delle BESS in Italia

In vista della definizione del nuovo meccanismo di remunerazione delle BESS, Arcus Financial Advisors si è relazionata con le principali banche italiane ed internazionali che operano nel settore delle rinnovabili in Italia, per capire se abbiano avuto precedenti esperienze di finanziamento di sistemi di accumulo all’estero e quale siano le loro aspettative per favorire lo sviluppo di un mercato dei finanziamenti per progetti connessi ai sistemi di accumulo in Italia.

Quello che abbiamo riscontrato è che tutte le banche internazionali hanno avuto delle esperienze nel finanziamento di sistemi di accumulo all’estero, sia in Europa (fondamentalmente in UK) che in Australia e negli Stati Uniti; tuttavia solo una quota minore dei progetti all’estero è stata finanziata in Project Financing senza ricorso, in quanto i sistemi di regolamentazione degli accumuli all’estero prevedono che solo una piccola parte della capacità di stoccaggio sia soggetta a tariffazione o premio (c.d. capacità regolamentata), mentre la maggior parte della remunerazione deriva da meccanismi di arbitraggio sul mercato, e quindi a totale rischio di mercato (c.d. rischio merchant). Pertanto, in alcuni casi il rischio di mercato è stato mitigato con contratti bilaterali di vendita della capacità a operatori di mercato a fronte della corresponsione di un canone (c.d. Tolling Agreements). La presenza di una forte componente di rischio di mercato, pertanto, sembra avere fino ad oggi leggermente frenato la finanziabilità di progetti nel settore delle BESS, soprattutto con operatori che non godono di un credit standing elevato.

Sistemi di accumulo, le aspettative per il mercato italiano

Per quanto riguarda, invece, il mercato italiano, tutte le banche intervistate hanno manifestato un forte interesse per le BESS e ci si aspetta che, a differenza dei mercati esteri, il sistema di remunerazione che sarà messo in piedi da Terna sarà molto spostato su capacità regolamentata, in cui circa il 90% della capacità delle BESS sarà allocata a Terna a fronte di un premio definito come €/MWh/anno in base alla capacità messa a disposizione. Su tali basi risulterà decisamente più agevole finanziare progetti nel settore dei sistemi di accumulo con strutture finanziarie già storicamente adottate per i progetti eolici e fotovoltaici.

Molte banche hanno tuttavia fatto presente che, a differenza dell’eolico e del fotovoltaico, per le BESS bisognerà porre una grande attenzione sull’aspetto tecnologico, data la incertezza e la mancanza di dati storici sulla vita utile e sulla disponibilità negli anni della componentistica delle BESS. Tale rischio tecnologico dovrà essere analizzato nello specifico sulla base degli impegni che l’operatore prenderà nei confronti di Terna in termini di utilizzo della capacità messa a disposizione e quindi sui cicli di carica-scarica delle BESS.

Altrettanto importante appare la necessità di avere delle garanzie da parte del fornitore delle batterie che sia il più possibile allineato alla durata del contratto sottostante con Terna al fine di garantirne la vita utile a fronte degli impegni contrattuali presi con Terna.

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Il grafico mostra il grado di percezione da parte delle banche dei principali rischi associati alla finanziabilità delle BESS.

Conclusioni

Alla luce dell’analisi condotta, è evidente il forte interesse del sistema bancario a supportare la crescita attesa in Italia nel settore dei sistemi di accumulo e delle BESS in particolare.
È altrettanto evidente che ci si auspica che la regolamentazione che sarà pubblicata da Terna rifletta il più possibile un sistema che remuneri in maniera adeguata la mera capacità messa a disposizione, riducendo al massimo la componente di remunerazione soggetta a un rischio di mercato.
Allo stesso tempo gli operatori auspicano che sia comunque consentito agli stessi di poter disporre della capacità non allocata a Terna per poter operare sui mercati ancillari e di dispacciamento al fine di massimizzare il ritorno economico del proprio investimento.

In foto:  Federico Mander e Stefano Cassella, rispettivamente Senior Partner e CEO di Arcus Financial Advisor.

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