Maggio 17, 2024

Nicola Martello

L’agricoltura è un settore chiave per le energie rinnovabili

Organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) su incarico del Ministero federale per l’Economia e la Protezione del Clima, si è tenuto un convegno dedicato alle energie rinnovabili in agricoltura: un settore che, nell’interscambio italo-tedesco, sfiora i 3 miliardi di valore (Istat 2023), dei quali 2,2 miliardi di solo export dal nostro Paese.

L’evento è stato realizzato con l’intento di promuovere lo scambio di conoscenze e pratiche sulle energie tra Italia e Germania, con particolare attenzione a: biogas e biometano, agrisolare e agrivoltaico, sistemi di accumulo, quadro normativo nazionale e incentivi.

La collaborazione tra Italia e Germania nel campo delle rinnovabili rientra, per altro, tra gli obiettivi e le disposizioni del Piano d’Azione firmato dai due governi a novembre 2023, al fine di estendere la cooperazione tra i nostri due Paesi ad aree strategiche per il futuro dei rispettivi sistemi economici, e non solo.

Nel corso dei lavori, esperti italiani e tedeschi si sono confrontati sullo stato dell’arte e sulle prospettive nel campo delle energie rinnovabili in ambito agricolo, illustrandone i principali trend ed evidenziando le più recenti soluzioni tecnologiche.

Al convegno hanno partecipato anche otto aziende tedesche interessate a conoscere potenziali partner commerciali e/o di progetto in Italia, e si sono tenuti incontri individuali tra le aziende tedesche aderenti e controparti italiane interessate a valutare opportunità di collaborazione. Il panorama delle rinnovabili in Italia è in continua evoluzione, una fase che moltiplica le occasioni di collaborazione tra player italiani e tedeschi.

A giugno 2023 il governo ha fissato un obiettivo più ambizioso di quanto previsto in precedenza (40,5% del consumo energetico coperto da fonti rinnovabili entro il 2030), il che richiede un rapido incremento delle capacità di generare energia pulita nel nostro Paese.

Le bioenergie

Per quanto riguarda le bioenergie, secondo gli ultimi dati messi a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE, 2021), l’Italia produce circa 2,5 miliardi m3 di biogas, dei quali 420 milioni m3 vengono impiegati nel settore dei trasposti in forma di biometano, con un totale di 2.913 impianti destinati alla produzione di bioenergie. Proprio nel caso del biometano, che è un derivato del biogas, l’obiettivo per il 2030 è molto ambizioso e pari a 6 miliardi m3. L’agricoltura è di particolare rilievo per le bioenergie: dei 2.913 impianti totali, ben 1.734 sono installati in contesti agricoli, e si trovano soprattutto in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

Guardando, invece, al fotovoltaico applicato in agricoltura, una distinzione fondamentale è quella tra

  • Agrivoltaico, che occupa una determinata percentuale del suolo agricolo
  • Agrisolare, che prevede installazioni su edifici preesistenti e non sottrae dunque ulteriore spazio alle coltivazioni

La principale peculiarità del panorama fotovoltaico italiano è la prevalenza di impianti di piccole dimensioni: dei circa 2.900 installatori attivi nel nostro Paese, solo 253 installano impianti di grandi dimensioni (Energia Italia, 2023). In questo ambito, sulla base dei precedenti viaggi di delegazione a tema energie rinnovabili realizzati da AHK Italien, è importante sottolineare anche che l’Italia, oltre a tecnologie per le installazioni fotovoltaiche in sé, ha un particolare bisogno di sistemi all’avanguardia per l’accumulo di energia solare.

La transizione ecologica in Italia si trova in una fase di sviluppo concreto, nella quale vengono messi a disposizione incentivi e risorse. Biogas, biometano, agrivoltaico e agrisolare rientrano infatti nelle voci di investimento del PNRR. Nel caso dell’agrisolare, ad esempio, dopo i decreti del marzo 2022 (1,5 miliardi di euro) e dell’aprile 2023 (circa un miliardo), per l’anno in corso è atteso un nuovo bando per l’assegnazione del resto delle risorse previste dal PNRR. Per il biometano in ambito agricolo, invece, il decreto di riferimento è del settembre 2022, per un totale di circa 2 miliardi messi a disposizione in una serie di 5 bandi, dei quali il terzo e il quarto rientreranno nel 2024 e il quinto verrà pubblicato nel corso del prossimo anno.

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