• Home
  • |
  • |
  • Case study
  • |
  • Permitting e accumulo: solo 10 GW su 290 GW richiesti

Permitting e accumulo: solo 10 GW su 290 GW richiesti

Settembre 30, 2026
Nicola Martello

In Italia si registrano circa 290 GW di richieste di connessione per sistemi di accumulo, ma solo 10 GW, poco più del 3%, risultano nella fase di soluzione tecnica definitiva (STMD) e contratto di connessione. Sul fronte autorizzativo, nel campione di procedimenti avviati tra il 2021 e il 2026 solo il 17% circa ha ottenuto il titolo, mentre l’Autorizzazione Unica statale può richiedere fino a 25 mesi.

Sono alcuni dei dati presentati a Roma alla seconda roundtable del Tavolo Nazionale Accumuli, promosso da Globe Italia, “Il Paese che accumula: la sfida del permitting”, aperta dalle analisi di Irene Macchiarelli, Partner di Arthur D. Little Italia, sul mercato e di Cristina Martorana, Partner di Legance, sul quadro regolatorio.

Un anno di ritardo nell’entrata in esercizio può ridurre il valore attuale netto per MWh del 6-8% e il tasso interno di rendimento di 0,3-0,5 punti percentuali. L’autorizzazione per gli impianti di accumulo è infatti uno dei principali passaggi di valorizzazione: un progetto vale 30-50 mila euro/MW durante l’iter e 50-100 mila euro/MW una volta pronto per la costruzione.

Infrastrutture essenziali

Gli impianti di accumulo rappresentano infrastrutture essenziali per la sicurezza, l’adeguatezza e la flessibilità del sistema elettrico. Nel quadro autorizzativo resta aperto anche il tema del coordinamento con la disciplina delle aree idonee e delle zone di accelerazione prevista per le rinnovabili. Con il Testo Unico FER, inoltre, una parte rilevante dei procedimenti è passata alle Regioni, rendendo decisive la capacità amministrativa e l’uniformità delle prassi sul territorio.

Restano aperti il nodo dell’intesa regionale per le autorizzazioni statali e l’assenza di un quadro strutturato per alcune tecnologie di accumulo. Un quadro in cui si inseriscono le Open Season introdotte dalla riforma delle connessioni del DL 21/2026: la capacità di rete viene assegnata in via definitiva solo al conseguimento del titolo autorizzativo e secondo l’ordine cronologico, mettendo i progetti in competizione per l’accesso alla rete all’interno di iter già complessi e con tempi che possono variare da un territorio all’altro.

Al confronto hanno preso parte rappresentanti di Plenitude, Enel, Edison, Shell, A2A, ContourGlobal, Iren, ENGIE Italia, Stellantis, Hiperia Group, Magaldi Green Energy, PTS Next, Amazon Italia, Renexia e Field Italia, insieme a GSE, Elettricità Futura, Cobat Ripa, ANIE e UCI. Sono intervenuti l’On. Alberto Pandolfo, la Sen. Gabriella Di Girolamo e il Sen. Antonio S. Trevisi. Le conclusioni sono state affidate a Giovanni Meconi, dell’Unità di Missione Attrazione e Sblocco Investimenti (UMASI) del MIMIT, e a Elena De Luca, Coordinatrice della Sottocommissione PNIEC della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC del MASE.

Dopo l’approfondimento sul permitting dell’accumulo, il percorso del Tavolo Nazionale Accumuli proseguirà sul tema del financing, mantenendo il confronto con istituzioni e operatori sui principali fattori che incidono sullo sviluppo del settore, con l’obiettivo di individuare le condizioni economiche e finanziarie necessarie per accompagnare gli investimenti e sostenere la realizzazione dei progetti.

Related Posts

Permitting e accumulo: solo 10 GW su 290 GW richiesti

Permitting e accumulo: solo 10 GW su 290 GW richiesti

L’accumulo residenziale ESA di GoodWe è al livello 3

L’accumulo residenziale ESA di GoodWe è al livello 3

Fotovoltaico agricolo per l’energia rinnovabile in una CER

Fotovoltaico agricolo per l’energia rinnovabile in una CER

Reti e accumuli per una transizione energetica sicura

Reti e accumuli per una transizione energetica sicura

ESPE punta sui BESS per rafforzare il mercato energetico

ESPE punta sui BESS per rafforzare il mercato energetico

Il fotovoltaico con accumulo per Saracen Sands Hotel

Il fotovoltaico con accumulo per Saracen Sands Hotel