I ricercatori della Kyung Hee University di Seoul realizzano una piattaforma che coniuga fotovoltaico e batterie di smartphone usate, un esempio di sostenibilità e riciclo.

Gli studiosi dell’Università di Linköping, Svezia, in collaborazione con l’Accademia cinese della scienza, CAS, hanno sviluppato una piattaforma fotovoltaica polimerica senza fullereni.

I laboratori del Politecnico di Hong Kong PolyU hanno messo a punto una cella solare in tandem perovskite-silicio in grado di raggiungere un’efficienza di conversione del 25,5%.

La collaborazione tra il team dei Graphene Labs dell’IIT e l’Università di Tor Vergata ha reso possibile lo sviluppo del primo pannello fotovoltaico al grafene di grandi dimensioni.

L’EURAC collabora attivamente con un gruppo di ricerca internazionale e raduna i propri esperti a Bolzano per rendere più sicuro e affidabile il fotovoltaico di domani.

Le piattaforme in perovskite stanno diventando, col tempo, sempre più interessanti e costituiranno probabilmente un’importante alternativa per il futuro del fotovoltaico.

Presso i laboratori dell’ISE del Fraunhofer sono stati raggiunti nuovi record di efficienza per quanto riguarda il fotovoltaico a concentrazione di dimensioni contenute.

RSE, Ricerca sul Sistema Energetico, è una società del Gruppo GSE, e sta attualmente sviluppando un nuovo sistema di accumulo intelligente destinato al mercato residenziale.

Panasonic ha recentemente stabilito nuovi record per quanto riguarda l’efficienza di conversione di celle fotovoltaiche basate sulla tecnologia in silicio cristallino.

First Solar raggiunge nuovi record per quanto riguarda l’efficienza delle celle realizzate con tecnologia a film sottile, archiviando valori certificati del 22,1%.

I ricercatori della tedesca Heliatek hanno spinto ai limiti l’attuale tecnologia fotovoltaica organica e hanno registrato un record di efficienza, pari al 13,2%.

Presso i laboratori di Ingegneria Molecolare del Politecnico di Losanna, un team di esperti è riuscito a sviluppare materiali a basso costo ideali per incrementare l’efficienza del fotovoltaico basato sulla perovskite.

In Corea si studiano metodi alternativi per il riciclo dei pannelli fotovoltaici, due istituti nazionali hanno messo a punto un protocollo che prevede l’adozione di un forno, anziché acido fluoridrico.

I ricercatori del Center for Emergent Matter Science RIKEN e del Dipartimento di Chimica dei Polimeri dell’Università di Kyoto ottimizzano il funzionamento delle celle fotovoltaiche in plastica.

I ricercatori della Florida State University hanno sviluppato una piattaforma sperimentale che potrebbe assicurare un netto incremento dell’efficienza delle celle fotovoltaiche.

Recenti studi condotti nei laboratori di Stanford hanno permesso di replicare quanto avviene nei processi di fotosintesi e di progettare fotoanodi resistenti alla corrosione dell’acqua.

Hanwha Q CELLS e 1366 Technologies, condividendo risorse e tecnologie, hanno registrato un incremento dell’efficienza delle proprie celle del 1,4%, il tutto in soli sette mesi di sviluppo.

Secondo l’International Renewable Energy Agency, tra il 2006 e il 2012, la capacità fotovoltaica annuale è cresciuta del 190%, quella eolica del 40%, in questo contesto i sistemi di accumulo giocano un ruolo importante.

Sempre alla ricerca di una maggiore efficienza per le batterie, gli esperti della Vanderbilt University di Nashville nel Tennessee stanno sviluppando nuovi prototipi basati sulla pirite.

I laboratori State Key Laboratory of PV Science and Technology of China di Trina Solar hanno stabilito un record mondiale di efficienza adottando celle tipo-P in silicio multicristallino.