Dicembre 13, 2011

Cristiano Sala

SolarGreen, un trend positivo

Nonostante il momento non sia dei migliori e la crisi mondiale non faciliti lo sviluppo e la crescita delle aziende, nel settore fotovoltaico ci sono realtà in crescita. Tra queste SolarGreen, che ha scelto di investire in ricerca, valorizzando collaboratori e dipendenti.

Nonostante il momento non sia dei migliori e la crisi mondiale non faciliti lo sviluppo e la crescita delle aziende, nel settore fotovoltaico ci sono realtà in crescita. Tra queste SolarGreen, che ha scelto di investire in ricerca, valorizzando collaboratori e dipendenti.

Alessandro Sotgiu, Amministratore Delegato di SolarGreen, commenta: “Apprendo con stupore che l’ufficio stampa di altri produttori Italiani e anche blog di successo parlino di SolarGreen. Non posso che rallegrarmi di questo. SolarGreen è forse un’azienda in controtendenza, ma, questa controtendenza è la conseguenza di un grosso sacrificio e di tanto lavoro, ma non posso negare che è tutto molto più difficile e la concorrenza asiatica è sempre più spietata, e con il chiaro intento di far chiudere le aziende Italiane. Vedo che oggi il prodotto asiatico sui piccoli impianti è più in difficoltà di noi, anche se a mio avviso non a sufficienza, essendo iniziata l’era della estinzione dei grandi impianti e degli speculatori, anche se questa è una triste consolazione vedendo che le aziende Italiane vanno in cassa integrazione e chiudono”.

E continua: “Si dovrebbe iniziare a far capire agli Italiani che i loro soldi devono rimanere in Italia e non andare in Cina, per creare i tanto desiderati posti di lavoro di cui abbiamo bisogno. Mi rendo conto che questo non è facile, perché, a differenza di quanto accade in Cina, le aziende Italiane sono lasciate sole dalle istituzioni e dal sistema finanziario. Direi che, innanzitutto, è un problema di cultura: in Germania non esistono impianti di cittadini tedeschi fatti con moduli cinesi, forse qualche impianto fatto a titolo puramente speculativo da fondi, ma null’altro. Il paradosso è che in Italia tra un po’ si incentiveranno solo le produzioni di energia da fonti fossile (travestite da fonti assimilate) e sempre meno quelle da fonte rinnovabile. Cosa fare è l’imperativo di questi mesi per attenuare la crisi: la risposta è una sola: far nascere e/o crescere aziende in Italia e non in Cina con tutte le misure del caso”.

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