Giugno 19, 2012

Cristiano Sala

Wagner & Co Solar Italia, case study per il solare termico

L’impianto realizzato da Wagner & Co Solar italia e l’azienda Sonnenwerk costituisce un interessante case study, che permette di comprendere i reali benefici di un impianto solare termico. In questo caso, è stato costruito un sistema capace di produrre acqua calda sanitaria per l’utilizzo di un’abitazione a Forno di Zoldo (BL).

L’impianto realizzato da Wagner & Co Solar italia e l’azienda Sonnenwerk costituisce un interessante case study, che permette di comprendere i reali benefici di un impianto solare termico. In questo caso, è stato costruito un sistema capace di produrre acqua calda sanitaria per l’utilizzo di un’abitazione a Forno di Zoldo (BL).

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Per la costruzione sono stati utilizzati tre collettori solari termici Euro L20 MQ HTF, per una superficie di 7,2 mq, oltre a uno specifico sistema di montaggio che ne ha permesso l’integrazione verticale, nel parapetto di un balcone. Il materiale utilizzato, a firma Wagner Solar, comprende inoltre un serbatoio da 300 litri ECObasic.
Wagner & Co Solar Italia, case study per il solare termico

La scelta dei collettori L20 MQ non è stata casuale, questi dispositivi offrono numerose specifiche adatto al progetto, a partire dall’elevata efficienza. Il sistema vanta un giunto elastico o-ring e una componentistica idraulica interna che consente di concatenare sino a 10 elementi, per un massimo di 25 mq di superficie captante.
Considerando le basse temperature dell’acqua in arrivo dall’acquedotto locale (circa 6 -7 °C), si è scelto di sovradimensionare l’impianto, per garantire un riscaldamento ottimale. L’efficiente coibentazione da 60 mm e il vetro solare ad alta trasparenza permettono di installare questi collettori anche in situazioni svantaggiose, con esposizione est-ovest e con angoli di 90°, come nel caso in oggetto.

Wagner & Co Solar Italia, case study per il solare termico
Secondo il progettista Thomas Koching, questa soluzione permette di risolvere agevolmente le problematiche tipiche di queste zone delle Alpi, dove solitamente gli edifici sono direzionati con la parete frontale verso Sud, con un conseguente orientamento delle falde del tetto est-ovest. Questo facilita il depositarsi della coltre nevosa e porterebbe a una riduzione notevole dell’efficienza dell’impianto, se installato sul tetto. Come anticipato, nel progetto si è dovuto tenere conto dell’orientamento verticale dei collettori, oltre a un sovradimensionamento di circa il 30%

Al termine del montaggio, l’impianto è stato messo in esercizio al primo colpo e ha permesso un consistente risparmio in bolletta a partire dal mese di settembre, periodo in cui è possibile ottenere il picco di potenza del sistema.

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