Marzo 28, 2012

Cinzia Jannelli

Le associazioni per le rinnovabili chiedono un vero confronto

Le associazioni dell'energia rinnovabile – Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie Future – hanno rivolto un appello al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, finalizzato a ricordare gli impegni europei e lo sviluppo della filiera pulita nazionale. Per queste associazioni, in seguito alle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo, è necessario richiamare l'attenzione sul contributo che il comparto delle rinnovabili può continuare a fornire se debitamente supportato da un modello di sviluppo che concili le diverse fonti senza contrapporle, nell'interesse comune.

Le associazioni dell'energia rinnovabile – Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie Future – hanno rivolto un appello al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, finalizzato a ricordare gli impegni europei e lo sviluppo della filiera pulita nazionale. Per queste associazioni, in seguito alle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo, è necessario richiamare l'attenzione sul contributo che il comparto delle rinnovabili può continuare a fornire se debitamente supportato da un modello di sviluppo che concili le diverse fonti senza contrapporle, nell'interesse comune.

Come riportato dal sito del GiFi "Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Eenergie Future invitano il Governo a valutare l'energia non solo come bene comune analizzandone i suoi effetti sul clima, sull'economia e sulla crescita del Paese, ma anche come chance per recuperare le lacune in tema energetico che si sono create nell'arco dell'ultimo trentennio in Italia. Ad oggi lo sviluppo delle Rinnovabili ha sicuramente prodotto un primo risultato in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Il solo fotovoltaico ha generato circa 39 miliardi di euro di PIL nel 2011 come emerge dal rapporto CRESME alimentando un'imprenditoria diffusa ed un flusso di occupazione giovanile. In particolare lo sviluppo del settore fotovoltaico – grazie ad un impianto normativo ben articolato – è stato perseguito al fine di recepire una Direttiva europea e i relativi obiettivi. In particolare il Conto Energia ha permesso una vivacità del settore e una reazione da parte dell'imprenditoria e degli investitori, attirando anche capitali stranieri. Solo l'incertezza e la mancanza di un percorso equilibrato e controllato di revisione a medio – lungo termine hanno creato un effetto "stop&go" provocando di fatto uno stallo come quello registrato negli ultimi mesi. Le Associazioni sono consapevoli che il sistema sta attraversando una fase di profondo cambiamento, anche grazie alla fase più matura del settore delle FER. Lo scenario degli "oggetti intelligenti" è il prossimo futuro: efficienza energetica, mobilità sostenibili, città intelligenti. Come risulta da una ricerca del Politecnico di Milano il nostro Paese in alcuni ambiti risulta perfino all'avanguardia: sono già stati installati 34 milioni di contatori intelligenti di luce e gas e sono attive 3,9 milioni di Sim che trasmettono solo dati, connesse dunque a oggetti. L'integrazione razionale tra fonti fossili e fonti rinnovabili è dunque possibile dal punto di vista tecnologico. La tutela degli interessi su investimenti privati deve sì essere gestita, ma non può impedire la trasformazione del sistema. La minore utilizzazione di centrali esistenti comporta una gestione della transizione tra sistemi come quella che fu gestita all'indomani della liberalizzazione (cfr. stranded cost), ma nel contempo costituisce uno stimolo ad una trasformazione dell'industria elettrica verso uno scenario di sicurezza degli approvvigionamenti energetici e di sostenibilità ambientale." Per le associazioni è quindi opportuno intraprendere un confronto sulle reali opportunità del settore e su quali saranno le scelte necessarie per supportare gli investimenti già effettuati e supportare chi ha intenzione di investire nel fotovoltaico.

 

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