Novembre 16, 2012

Cristiano Sala

Ossido di ferro e idrogeno per le celle di domani

L’EPFL, l’istituto École Polytechnique Fédérale de Lausanne ha recentemente sperimentato le potenzialità di un innovativo sistema per accumulare l’energia messa a disposizione dal sole, sfruttando l’idrogeno.

L’EPFL, l’istituto École Polytechnique Fédérale de Lausanne ha recentemente sperimentato le potenzialità di un innovativo sistema per accumulare l’energia messa a disposizione dal sole, sfruttando l’idrogeno.

Per il funzionamento di questo primitivo campione di laboratorio viene utilizzata una cella tandem a base di biossido di titanio, abbinata a un semiconduttore basato sull’ossido di ferro, opportunamente arricchito con ossido di silicio, di alluminio e di cobalto.

 

L’avvio del processo chimico all’interno della cella consente di produrre idrogeno tramite l’energia solare catturata. Al momento l’efficienza generale del prototipo non supera il 3,6% ma i margini di crescita sono consistenti. Da non sottovalutare, inoltre l’economicità della struttura, che sfrutta materiali stabili e facilmente reperibili come l’ossido di ferro. Secondo le previsioni dovrebbe essere possibile raggiungere un rendimento del 10%, con costi di circa 80 Dollari al metro quadro.

 

Related Posts

Alberto Pinori confermato presidente ANIE Rinnovabili

Alberto Pinori confermato presidente ANIE Rinnovabili

Piccolo commerciale, il mercato degli inverter fotovoltaici

Piccolo commerciale, il mercato degli inverter fotovoltaici

Moduli a film sottile prodotti in modo responsabile

Moduli a film sottile prodotti in modo responsabile

SolarEdge Home a MCE 2022

SolarEdge Home a MCE 2022